Questura: il Siulp chiede una nuova sede e rinforzi al personale
I poliziotti della Questura di Rimini oggi sono scesi in piazza per protestare contro le carenze d'organico e la mancanza di una sede adeguata. Il luogo scelto dal Siulp per la manifestazione, non a caso, è stato il grande edificio di via Ugo Bassi che avrebbe dovuto ospitare la nuova questura.
PROVINCIA | 03 ottobre 2011
Alla manifestazione hanno partecipato rappresentanti di tutti i reparti della Questura, tra cui Squadra mobile, Stradale, Digos e Ufficio denunce.



Il servizio di Icaro Tv





La nota stampa del Sindacato Unitario di Polizia

Sono anni che il SIULP di Rimini denuncia la grande disattenzione del Dipartimento della P.S. nei confronti di questa città sotto il profilo dell’organizzazione e della dimensione degli apparati della Polizia di Stato.
Da oltre 10 anni i lavoratori di Polizia sono costretti ad operare in ambienti malsani rispetto
ai quali si trova del tutto inapplicata la legge di garanzia 626/94. E’ assolutamente
necessario avere al più presto una sede della Questura e della Sezione Polizia Stradale che consenta non solo a tutti gli operatori di lavorare in un ambito funzionale ed unitario efficiente, ma anche di evitare ai cittadini gli attuali inconcepibili disagi. La questione “Nuova Questura” è ormai grottesca, un complesso di 28.000 metri quadrati è da anni pronto e sta divenendo ormai vecchio prima di un suo utilizzo. Le note differenze tra domanda ed offerta, in tema di locazione, non hanno a tutt’oggi portato ad alcuna conclusione negoziale. La Polizia di Stato di questa provincia merita una sede adeguata e prestigiosa e la stessa città ed i cittadini non possono vedere disattese le aspettative di avere una Questura degna di tale nome, soprattutto in una città che è universalmente qualificata come capitale europea del turismo.
Da oltre 10 anni richiediamo inutilmente il rafforzamento della Questura e delle Specialità. La situazione degli organici della Polizia di Stato operanti sul territorio della provincia di Rimini, che sono il prodotto di un decreto ministeriale del 1996 pensato sulla falsariga concettuale dei DD-.MM. del 1989, basati sulla popolazione ufficialmente residente, senza fare riferimento alla peculiarità della realtà riminese (popolazione fluttuante con indici di rigonfiamento certamente non legati ai soli due mesi estivi, indici di criminalità ormai ripartiti su tutto l’arco dell’anno, gravosissimi carichi di lavoro per il personale come le diverse centinaia di accompagnamenti di extracomunitari alla frontiera e l’ordine pubblico) è veramente grave;
Il personale impiegato nel settore operativo di controllo del territorio è senza ricambio da anni ed è pertanto necessario un congruo numero di assegnazioni di operatori giovani. Abbiamo a disposizione della Questura n.14 militari che non dispongono né della professionalità né dei requisiti previsti dalla legge per poter lavorare nel contesto della pubblica sicurezza. Per il loro impiego vengono distolti gli uomini delle volanti che sono costretti ad affiancarli in servizi inutili e dispendiosi. Se le risorse messe a disposizione per le aggregazioni dei militari venissero investite per migliorare le dotazioni organiche e logistiche di chi il poliziotto lo fa di mestiere, darebbero almeno una boccata d’ossigeno alla pubblica sicurezza e potrebbero consentire quantomeno l’assunzione di nuovi operatori delle forze dell’ordine.
Ci domandiamo e la collettività si domanda: si può far fronte alle esigenze di controllo del territorio e di tutela dei cittadini con un organico così ridotto e senza una sede idonea?
Il governo continua a rendersi promotore di una sconsiderata politica di tagli sulle risorse necessarie, anzi vitali per la sicurezza La sicurezza non è gratuita, comporta un costo inevitabilmente, ma questo costo è in realtà un grande investimento per assicurare un bene prezioso, quello della tutela dei cittadini e dei loro diritti nonché l’affermazione del principio del rispetto delle leggi in un paese dove la criminalità si adegua alle tecnologie più moderne accedendo a grandi risorse e la polizia rischia di arretrare sempre di più.
AUSPICHIAMO CHE IL CONGRESSO PROVINCIALE DEL S.I.U.L.P. CHE SI TERRA’ IN DATA 13 OTTOBRE P.V. ED AL QUALE SARANNO INVITATE LE AUTORITA’ POLITICHE ED ISTITUZIONALI DELLA PROVINCIA, POSSA RAPPRESENTARE UN RINNOVATO IMPULSO PER LA RISOLUZIONE DEI PROBLEMI DELLA SICUREZZA NEL NOSTRO TERRITORIO.

LA SEGRETERIA PROVINCIALE S.I.U.L.P.


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