PROVINCIA | 31 luglio 2009 | Dura la reazione del Vaticano. Monsignor Giulio Sgreccia, emerito presidente dell’Accademia per la vita, auspica “un intervento da parte del governo e dei ministri competenti. La Ru486 per Monsignor Sgreccia, non è un farmaco ma un veleno letale, corrisponde all’aborto chirurgico e comporta la scomunica.
Per la Papa Giovanni 23esimo, da sempre in prima linea contro l'aborto, parla lanimatore generale del Servizio maternità difficile, il riminese Enrico Masini, che spiega come la pillola permetterà la diffusione capillare del primo veleno per bambini, relegando ancor di più mamme e bambini nella solitudine, nella violenza, nell'inganno e nella morte. Come Comunità - dice - vigileremo perché nessuna casa farmaceutica accetti di distribuire questo prodotto agli ospedali".
I medici, coloro che più dovrebbero tutelare la salute e la vita di questi piccoli, dimostrano oggi di riconoscerne sempre più la dignità dichiarandosi obiettori di coscienza. Purtroppo - denuncia la Papa Giovanni - per aggirare questo fatto l'Aifa ha autorizzato l'uso della RU486"