False identità per aprire conti postali: molte le segnalazioni. Ieri un arresto
Si moltiplicano a Rimini i casi di persone che tentano di aprire conti postali o di ricevere finanziamenti dalle Poste grazie a un'identità falsa.
RIMINI | 16 gennaio 2009 |
L'ultimo caso, finito con un arresto da parte della polizia postale, ieri mattina, all'ufficio postale dell'Arco d'Augusto.
Forse è stata una semplice coincidenza a incastrare il 46enne, residente a Meldola e originario di Arezzo, che stava tentando di aprire un conto postale con un documento di cui era stato denunciato lo smarrimento.
A chiamare gli agenti è stata un'impiegata delle poste: prima di fare l'operazione richiesta dall'uomo – aprire un conto postale – come da prassi ha fatto un controllo. Da questo è risultato che il titolare della carta d'identità presentata, proprio poco tempo prima, ne aveva denunciato lo smarrimento. L'uomo - che sulla carta aveva messo una sua foto - si era appropriato non solo dell'identità, ma anche di tutta una serie di dati appartenenti all'altro soggetto, come la partita iva e il codice fiscale. Dati, ha dichiarato, che aveva trovato su internet. Nella sua abitazione, poi, la polizia ha trovato tutto l'occorrente per la fabbricazione di documenti falsi.
Oggi, in tribunale la condanna: a un anno e dieci mesi, per tentata truffa, ricettazione, fabbricazione di documenti falsi. Il ome aveva chiesto una pena di due anni e otto mesi. Ora l'uomo - con precedenti - è rinchiuso nel carcere dei Casetti.
Anche se è uno dei pochi casi a finire con un arresto, le poste riminesi da mesi segnalano alla polizia delle Comunicazioni il tentativo da parte di soggetti sospetti, spesso non residenti a Rimini, di aprire conti bancoposta, chiedere finanziamenti e avere rilasciate carte postepay. Evidente lo scopo: ovvero gestire attività illecite, o magari reciclare denaro che da queste deriva.
Denaro che, in caso si venga scoperti, la postale provvede a sequestrare. Come successo, sempre ieri agli uffici di Rimini centro, a un 36enne veronese. All'uomo, già raggiunto da un divieto di dimora a Rimini, che ad aprire il contro irregolarmente ci era riuscito, gli agenti diretti dal comandante Vincenzo Papagni hanno sequestrato alcune migliaia di euro che aveva depositato sul conto. E' stato poi denunciato a piede libero. Le indagini ora dovranno chiarire la provenienza del denaro.
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