Edili puntano il dito sulle PA. Oneri elevatissimi e lentezze burocratiche
Burocrazia eccessiva, oneri elevatissimi, lentezza nell'approvare o bocciare i piani particolareggiati (80 quelli depositati alcuni addirittura da 4 anni). Geometri, ingegneri e architetti puntano il dito sulle pubbliche amministrazioni.
PROVINCIA | 03 dicembre 2009
Nel mirino in modo particolare quella del comune di Rimini.
Oggi, in una conferenza stampa, il presidente dell'Ance, Ulisse Pesaresi, e quello della consulta delle Professioni, Marco Manfroni, hanno snocciolato anche alcuni dati necessari a comprendere la crisi in cui (pur se con ritardo rispetto ad altri comparti) versa il settore.
La provincia di Rimini è ultima in regione per appalti pubblici di lavori edili (15 da gennaio ad agosto contro i 54 di Parma o i 25 di Forlì-Cesena). Sconfortante viene definito il dato riguardante l'Acer: delle 52 aziende vincitrici di appalti, solo 30 sono ancora in attività. Colpa della scelta delle offerte al massimo ribasso che penalizzano le imprese serie locali.

Per quanto riguarda l'occupazione, i dati luglio-settembre evidenziano un calo di occupati nel settore dell'8,7% (oltre 2.000 i lavoratori pre-crisi) oltre ai tanti giovani che, in quanto liberi professionisti, non figurano nelle statistiche.
Inutili, dicono Ance e Consulta delle Professioni, gli incontri finora avuti con le amministrazioni alle quali viene chiesto di snellire la burocrazia e di rivedere l'ammontare degli oneri di urbanizzazione spesso fuori mercato. In un indagine conoscitiva svolta dall'Ance emerge, ad esempio, che per la monetizzazione in centro storico a Ferrara sono richiesti 216 euro al metro quadro di oneri, nel comune di Rimini si può arrivare fino a 1200 nelle aree di parcheggio e a 600 in quelle verdi.

A poco servirebbero poi norme e varianti (ultima in ordine di tempo quella sui Ghetti) spesso indecifrabili e non in grado di rispondere alle esigenze del settore. Nel riminese si concederebbe infatti sempre il minimo previsto dalle leggi. Un esempio sul tutti quello del Piano Casa, fortemente ristretto dal comune di Rimini. "Si stimavano 50mila pratiche - dice il presidente dei geometri, Adriano Leardini - poi ridotte a 10mila. A quanto ne so, finora ne è stata presentata solo una".

A frenare il settore, dicono i professionisti, anche la lentezza della burocrazia: a Milano per una certificazione di abitabilità serve una semplice dichiarazione del tecnico, a Rimini tra un certificato e l'altro per ottenere l'abitabilità si può aspettare oltre un anno.
"Presentiamo - commenta Leardini - tanti documenti che nessuno poi controlla".
Newsrimini.it
Condividi la notizia!
vai alle notizie del 03 dicembre 2009 466494
Home Page
Add to Google
Ultima Ora
Add to Google