PROVINCIA | 30 settembre 2008 | Domandate pace per Gerusalemme, sia pace a coloro che ti amano, sia pace sulle tue mura, così recita il salmo 122.
Entrando a Gerusalemme, camminando fra i vicoli della città vecchia si passa senza soluzione di continuità dal quartiere ebraico alle casbah arabe, al quartiere cristiano. Si respira davvero la città origine e fulcro delle grandi religioni monoteiste. Ti sembra davvero di essere al centro del mondo.
Le contraddizioni viste in questi giorni di pellegrinaggio, i contrasti, le divisioni qui vivono fianco a fianco, vicolo a vicolo.
Il nome Gerusalemme secondo una possibile etimologia significa città della pace, jeru shalaim, questo significato riecheggia dentro queste mura come un'invocazione.
Oggi è la festa del capodanno ebraico, lo Rosah Ashanà. Ieri dopo cena durante una passeggiata notturna all'interno della città vecchia, si udiva il mormorio di posate che tintinnavano dalle abitazioni israeliane, la cena di fine anno. Sempre in questi giorni si respira aria di festa nel quartiere musulmano per la fine del Ramadan.
Al ricordo della morte di Gesù celebrato ieri dai fedeli riminesi, oggi si sussegue la festa della resurrezione, la Pasqua. Questa coincidenza di feste, quella ebraica e quella islamica, il far memoria della pasqua cristiana da parte dei 500 di Rimini rafforza con ancora più energia l'invocazione per la pace.
Un cielo nero e una leggera pioggia hanno dato inizio a questa giornata. Poi, poco alla volta, scorci di azzurro si sono fatti spazio in cielo, il sole poco a poco ha preso il posto delle grigie nuvole facendo riecheggiare con maggiore forza i versetti del salmo 85: giustizia e pace si baceranno, la pace germoglierà dalla terra e la giustizia si affaccerà dal cielo.
Francesco Cavalli
I SERVIZI VIDEO
FOTOGALLERY
DIARIO QUOTIDIANO