Energie rinnovabili: Rifkin invita le coop a unirsi alla 'rivoluzione industrial
Il teorico di un'economia ecosostenibile, a Ecomondo (Rimini), ha invitato Legacoop ad aderire a un pool di aziende multinazionali per operare a partire dalle sue teorie per un'energia partecipata.
NAZIONALE | 07 novembre 2008 |
“La terza rivoluzione industriale inizia da oggi e in Italia vedrà uno dei suoi motori principali in Legacoop e nelle sue cooperative, che potranno assicurare una produzione ed una distribuzione decentrate di energia ”. Così Jeremy Rifkin, il teorico di una “Terza rivoluzione industriale”, ma basata sullo sviluppo sostenibile. Rifkin, pochi giorni fa, aveva raccolto intorno a se i vertici di 70 multinazionali a Washington, aziende attive in tutti i settori dell'economia, per creare un club “verde”, con il quale avviare concretamente una svolta ecologica per quanto riguarda la produzione energetica da fonti rinnovabili e la distribuzione condivisa di questa. Rifkin è intervenuto a Rimini, a Ecomondo, la fiera dedicata alle tecnologia del riciclo ed ecocompatibili, al convegno “Cooperare e competere per uno sviluppo sostenibile”, organizzato da Legacoop nell’ambito di Cooperambiente, prima fiera dell’offerta cooperativa di energia e servizi per l’ambiente in corso presso Ecomondo 2008.
La Terza rivoluzione industriale teorizzata da Rifkin si basa su 4 pilastri: al primo, la produzione di energia da fonti rinnovabili. Il secondo, vede gli edifici, che attualmente hanno alti consumi, come dei produttori di energia, rivedendone l'architettura in chiave ecocompatibile e dotandoli di sistemi di produzione energetica: in pratica dei “power plants” (generatori energetici). Poi, terzo pilastro, lo stoccaggio dell'energia, anche attraverso l'idrogeno. Infine, e qui Rifkin collega la rivoluzione industriale con le tecniche di comunicazione, ultimo pilastro, la condivisione. Sfruttando il concetto del “peer to peer” e della condivisione dei contenuti, portare queste pratiche e i software di controllo nella realtà energetica: chi produce energia in sovrappiù la cede a chi ne ha bisogno, attraverso contatori intelligenti. Alle 70 multinazionali che operano già in questi ambiti, producendo energia, edilizia, sistemi di connessione e trasporto, secondo Rifkin dovrebbe aggiungersi la cooperazione.
“Invito Legacoop” -ha detto Rifkin- “ad entrare a far parte del gruppo delle 70 imprese che, a livello mondiale, si stanno impegnando per la diffusione dell’utilizzo delle energie rinnovabili e per il piano d’azione per la terza rivoluzione industriale”.“Le cooperative” -ha proseguito l’economista americano- “per la loro diffusione sul territorio, per la loro caratteristica di reti di persone accomunate da interessi e valori, e in quanto già dotate di una rete infrastrutturale diffusa sono una delle forme più adatte per realizzare attività di produzione di energia da fonti rinnovabili e della sua distribuzione attraverso la futura creazione di una ‘rete intelligente’ che, in Italia, potrà partire dalla positiva esperienza dei contatori elettronici installati da Enel”. All’invito di Rifkin ha risposto positivamente Giuliano Poletti, Presidente di Legacoop, che ha ribadito come le cooperative intendano dare un forte contributo alla diffusione dell’utilizzo delle energie da fonti rinnovabili. “Le cooperative” -ha detto Poletti- “sono agevolate, in questo impegno, dalla loro identità di imprese partecipate dai cittadini utenti e lavoratori, animati da una responsabilità condivisa verso le future generazioni e, quindi, naturalmente attenti al rispetto verso l’ambiente e l’efficienza energetica”.
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