In merito ai dati sugli aumenti dei prezzi rilevati dall'ISTAT, pubblichiamo un commento della CISL di Rimini che richiama in particolare l'attenzione sullo scarso potere di acquisto di salari e pensioni.
PROVINCIA | 31 marzo 2008 |
Gli ultimi aumenti registrati dall’Istat preoccupano fortemente poiché confermano una ripresa significativa dell’inflazione, trascinata da aspetti oggettivi quali il costo del petrolio ed il costo del denaro, ma anche da rilevanti aspetti speculativi che Mr. Prezzi non è in grado di contrastare.
Il monitoraggio e gli inviti alla concorrenza di per sé non sono sufficienti. Ne è riprova il settore energetico dove accanto ad aumenti dei carburanti di oltre il 15% rispetto a gennaio dello scorso anno, si affiancano aumenti dell’energia elettrica attorno al 10% e del gas metano del 5% come da più parti denunciano le Associazioni dei Consumatori.
Tutto questo mentre i redditi del 2007 hanno lo stesso potere d'acquisto del 2000. Cresce l'indebitamento delle famiglie molte delle quali non riescono a pagare l'affitto, le bollette di luce, gas, ecc..
Di queste famiglie una grossa fetta è costituita da anziani, in particolare donne, che conoscono bene le difficoltà di fronteggiare i costi dei consumi essenziali quali: cibo, affitto, bollette, farmaci.
È l'esercito delle pensioni minime date da reversibilità, da assegno sociale, quale unico reddito, il cui valore è nella nostra Provincia è inferiore ai 500 euro per 49.122 pensionati di cui 36.500 è costituito da donne.
Inoltre 27.608 pensionati della nostra Provincia percepiscono un assegno tra i 501 ed i 1.000 euro.
E’ assolutamente necessario individuare un indicatore di inflazione più vicino alle spese delle famiglie, sul quale basare richieste salariali che garantiscano il reale recupero del potere d’acquisto. E’ di questi giorni l’evidenziazione da parte dell’Istat di una incidenza (il 4,8%) degli aumenti sui prodotti ad alta frequenza d’acquisto, cioè quelli che vengono comprati quotidianamente, molto più alta rispetto al tasso generale di inflazione, che a gennaio è stato del 2,9%. Occorre ricostruire un potere d’acquisto per le famiglie sia attraverso un aumento delle pensioni e dei salari sia attraverso misure compensative sul piano fiscale.
In particolare occorre che gli impegni assunti dal Governo in carica con le parti sociali - per un intervento urgente sul recupero del potere di acquisto di coloro che dispongono di un reddito fisso- non diventi solo una promessa elettorale, ma a questo problema chiunque vinca la competizione elettorale dia una seria risposta.
Massimo Fossati Segretario Generale Ust Cisl Rimini