RIMINI | 07 marzo 2008 |
Vitali é stato ospite dell'associazione Libera per un'iniziativa a ricordo di tutte le vittime della mafia.
Rimini ha ricordato Impastato, tre anni fa, anche se in un modo non troppo prestigioso: via Peppino Impastato é una strada senza uscita tra i capannoni della zona artigianale di Viserba Monte. Lunga più o meno come quei “Cento passi”, che danno il titolo al film sulla sua vita di Marco Tullio Giordana. I cento passi tra la sua casa e quella del boss Gaetano Badalamenti. Ma la ribellione alla mafia di Peppino Impastato è lunga una vita. Candidato a Cinisi nelle liste di Democrazia Proletaria nel '78, fu fatto saltare in aria sui binari della ferrovia alla vigilia del voto. In Sicilia, terra in cui spesso il silenzio è oro, la sua passione politica e il suo impegno etico erano, e sono, sinonimo di informazione: la sua attività ai microfoni dell'emittente libera “Radio Aut” con l'amico Salvo é stata scomoda per molti.
Ancora oggi, Salvo porta avanti quel progetto con la televisione comunitaria Tele Iato, il cui direttore è stato di recente vittima di aggressione. Con l'ergastolo a Badalamenti, sulla morte di Peppino giustizia è stata fatta, ma dopo 23 anni. E lentamente in Sicilia le cose sembrano cambiare. L'86 per cento dei commercianti ancora paga il pizzo ma, per Salvo, molti di loro sono ormai stanchi.