RIMINI | 29 maggio 2008 | Dal raffronto con lo stesso periodo dello scorso anno, il trend più evidente è il calo dei rumeni.
Cala il numero di persone che si rivolge al Centro di Ascolto della Caritas Diocesana, soprattutto per il calo di rumeni. Sono diverse, però, le indicazioni del rapporto, sostanzialmente confermate anche dal dato complessivo che comprende le Caritas di via Vega, Riccione e Cattolica.
L'aumento dei nordafricani può essere legato all'attrattività di Rimini per chi lavora per brevi periodi, ma anche per la ripresa dei flussi via mare. Calano in Caritas le donne dell'est, che con gli anni hanno creato a Rimini proprie reti. Tra le tendenze delle badanti, quella di fare la stagione in albergo, più remunerativa, lasciando il lavoro di assistenza alle nuove arrivate. Diverse, invece,le cause a cui è riconducibile il calo dei rumeni (da 388 a 202): "L'anno scorso - spiega il Direttore della Caritas Don Renzo Gradara (nella foto) - era l'anno subito dopo l'apertura delle frontiere. Poi molti si sono resi conto che qua trovare un lavoro e un'abitazione non é così facile, e non sono tornati".
L'alta percentuale delle persone di ritorno rispetto ai nuovi conferma che spesso il disagio persiste nel tempo. Per quanto riguarda l'Associazione Famiglie Insieme, che aiuta le famiglie in difficoltà, quelle italiane rappresentano 60 casi su 89. Gli aiuti più richiesti, per affitto e utenze.
Caritas Diocesi:
gennaio maggio 2008: 962 persone
gennaio maggio 2007: 1.331 persone
(Newsrimini.it)