'Un carcere che si potrebbe definire felliniano'. Questo il giudizio espresso sui Casetti dal segretario generale della Uil Penitenziari, Eugenio Sarno, oggi in visita a Rimini.
RIMINI | 29 maggio 2008 | "Nella struttura - ha detto Sarno - si ritrovano aspetti estremamente positivi riguardanti la tecnologia e modernità di alcuni ambienti mentre altri sono fatiscenti. A questo si aggiunge il dato negativo della deficienza organica sia del personale di polizia penitenziaria che del comparto ministero. Il quadro che ne emerge è positivo per quel che concerne l'impegno degli uomini ma preoccupante per gli aspetti riguardanti l'operatività, specie in vista dell'estate." Lo scorso anno, ad esempio, su oltre 1300 ingressi in carcere ben 640 sono avvenuti tra giugno e settembre.
"L'organico a Rimini è ridotto del 40%. Delle 188 unità previste - ha detto ancora Sarno - 103 prestano servizio in istituto e 13 sono impiegate al Nucleo Traduzioni. Dei 12 previsti nei vari profili del comparto ministero ne registriamo poi solo 5. 15 sono invece distaccati in altre sedi"
Sul tema rinforzi il sidacato si sta muovendo.
"La Uil - ha ricordato Sarno - ha già chiuso un accordo a Roma sulle criticità dell'Emilia Romagna. E' previsto l'arrivo a Rimini, per l'estate, di altre unità. C'è però un altro problema che riguarda il carcere dei Casetti: sono infatti in corso lavori in alcune sezioni del penitenziario che potrebbero portare ad ammassare 25 detenuti in un locale di 40 metri quadri. Una situazione inammissibile anche perchè generatrice di tensioni che costringerebbero il personale, che d'estate dovrebbe godere delle ferie, a gestire situazioni conflittuali.
Speriamo che si riesca a prevenire anche questa criticità".
(Newsrimini.it)
La nota stampa diffusa dal sindacato
“ Quella di Rimini è una struttura che definirei felliniana. Ovvero tende ad esaltare le positività ma anche ad ingigantire le negatività”. E' quanto dichiara Eugenio SARNO, Segretario Generale della UIL PA-Penitenziari al termine della vista effettuata nel corso della mattinata all'istituto penitenziario dei Casetti a Rimini.
“ Al di la delle facili battute vi sono aspetti altamente positivi come la parte nuova e ristrutturata del carcere e la positiva sinergia instauratasi tra Comando di Reparto e Direzione. Purtroppo gli aspetti preoccupanti sono predominanti – afferma SARNO – e sono da relazionarsi alla parte vecchia dell'edificio e alla grave deficienza organica del personale . Condizioni che minano il pur apprezzato impegno delle varie componenti. “
E' la cruda realtà dei numeri a confutare le tesi dell'esponente sindacale. L'organico previsto per la polizia penitenziaria di Rimini è di 188 ma ne sono presenti solo 118 di cui 15 distaccati in altre sedi, 13 impiegati al locale Nucleo Traduzioni e 10 in compiti amministrativi ( il personale civile dovrebbe ammontare a 12 unità ma ne sono presenti solo 5).
“ Non è solo un aspetto meramente numerico perchè sono in gioco i diritti fondamentali dei lavoratori. Per garantirli bisogna fare i salti mortali e ciò incide, inevitabilmente, sulla qualità dei servizi resi. Mi piace, però, sottolineare un clima di fattiva collaborazione testimoniato da una incidenza di assenteismo ben al di sotto della media nazionale”
Ma è l'approssimarsi della stagione estiva ad ingenerare vecchie e nuove preoccupazioni.
“ Noi a Roma abbiamo già chiuso un accordo che prevede invio a Rimini nel periodo estivo di unità provenienti dal territorio nazionale – svela il segretario della UIL- . Con l'inevitabile crescita degli ingressi bisogna prevenire l'emergenza. Purtroppo i lavori di ristrutturazione in corso determinano una diminuzione della ricettività ( ad oggi sono presenti 124 detenuti) che potrebbe creare nuove tensioni per mancanza di spazi idonei. Già ora bisogna ricorrere alla terza branda a castello. Tra qualche giorno bisognerà mettere i materassi a terra, e ciò non è confacente ad uno Stato civile.“
La UIL sottolinea come durante il periodo estivo non è solo il numero dei detenuti a crescere ma anche i carichi di lavoro del personale “ Se raddoppiano gli ingressi, raddoppiano i colloqui e le traduzioni. Si pensi che nel 2007 su circa 1300 traduzioni circa 640 sono state effettuate nel periodo tra il 1 giugno e il 30 settembre, quasi il 50%.“
Per questo secondo il Segretario della UIL PA – Penitenziari “ .. .occorre uno sforzo da parte dell'Amministrazione per finanziare l'ultimazione dei lavori di adeguamento. Quella di Rimini è una struttura potenzialmente idonea ad ospitare detenuti di un certo spessore. Non comprendo, quindi, perchè è stata classificata di 3° livello. Di sicuro, però, l'accertata inidoneità del muro di cinta (due garitte sono state già inibite all'uso) rappresenta una delle priorità in tema di organizzazione del lavoro. Noi chiederemo che il personale non venga impiegato nel servizio di sentinella e che si attivi una sorveglianza con il ricorso a pattuglie automontate. Su questo la Direzione e il Provveditore Regionale dovranno confrontarsi con le rappresentanze sindacali – conclude Sarno – Apprezziamo l'annunciata volontà al dialogo e al confronto. Ai pronunciamenti, però, debbono seguire i fatti. La UIL, pertanto, chiederà un confronto sul piano ferie e sull'organizzazione del lavoro e su ciò valuteremo le reali scelte dell'Amministrazione”