Presentati oggi i risultati del progetto “Tescos”. Avviato nel 2007 all'interno del “Nuovo Programma di Prossimità Adriatica”, è il primo progetto europeo in campo sociale gestito dalla Provincia di Rimini come partner capofila.
PROVINCIA | 25 luglio 2008 | 255mila euro, di cui 200mila dall'Unione Europea e il resto cofinziato dalla Provincia e dal Comune di Riccione, per incentivare l'inserimento lavorativo di persone con disagi fisico-psichici in cooperative sociali del territorio. Positiva l'esperienza locale e non solo. Municipalità partner del progetto sono state anche le città di Saranda in Albania, di Pola in Croazia e di Vojvodina in Serbia.
Un bilancio, non solo economico, sulla cooperazione sociale a Rimini. Commenta Fabrizio Piccioni, assessore provinciale alle Politiche Sociali: “L'obiettivo di fondo era quello di coinvolgere ragazzi con diversi tipi di disabilità e farli diventare da soggetti assistiti al 100% a soggetti attivi, capaci di produrre qualcosa sul territorio e per il territorio.” Sono 80 in provincia le cooperative che dedicano tempo, denaro e soprattutto passione, nel recupero di chi vive un disagio.
“La Cooperativa Sociale del Consorzio Sociale Romagnolo” - spiega il Alfio Fiori, suo responsabile - “oggi aggrega 22 cooperative sociali con un volume di affari di 10milioni di euro e circa 350 persone inserite”. “Tescos”, che letteralmente interpreta il “Territorio come opportunità di Sviluppo della Cooperazione Sociale” ha coinvolto 4 di queste realtà sociali. “Artigianate” di Riccione, che produce tele stampate secondo il tradizionale metodo romagnolo. “Ca' Santino”, a Montefiore, centro residenziale e diurno con annessa fattoria didattica per le scuole primarie. “Atlante” con i suoi corsi di vela e “Cento Fiori”, a Vallecchio, con il suo impianto di fitodepurazione per lo smaltimento delle acque reflue. Quest'ultima, che tra l'altro utilizza mezzi a metano e la cogenerazione solare-termico, grazie a Tescos ha proprio di recente deliberato un investimento di circa 100mila euro per un impianto fotovoltaico di 19 kilowatt. “Questa deve diventare una buona prassi anche per le altre aziende che operano nel territorio. - continua Fiori - Se ce lo possiamo permettere noi, che comunque non abbiamo uno scopo che è quello del profitto, possono farlo anche le aziende profit”.