Nuova fuga radioattiva in Francia, la seconda in 10 giorni
Nella centrale di Romans-sur-Isère (Drome), sud est del paese, della società Aleva. Il 7 luglio uno stesso problema alla centrale di Tricastin, più a sud: ancora vietato l'uso dell'acqua agli abitanti.
NAZIONALE | 18 luglio 2008
Nuova fuga di materiale radioattivo da una centrale nucleare francese, la seconda nel giro di pochi giorni, della quale si ignora ancora l'ampiezza. E' accaduto ieri a Romans-sur-Isère (Drome), nel sud della Francia, tra Lione ed Avignone, nell'impianto gestito dalla Aleva, la stessa società che gestisce la centrale di Tricastin, sempre nel Drome, più a sud, che si affaccia sul fiume Rodano. Il 7 di luglio una fuga radioattiva aveva fatto preoccupare la Francia. La fuga era stata taciuta per 6 ore e in seguito minimizzata. Ieri questa nuova scoperta, che secondo l'Aleva non ha prodotto danni nell'ambiente.

La società ha avvertito verso le 17 l'Autorità per la sicurezza nucleare (Asn) francese, per un livello eccessivo di acqua in un impianto di canalizzazione. Ma ancora i contorni dell'incidente non sono chiari. Secondo i tre ispettori dell'Asn si tratta di canalizzazioni deteriorate da diversi anni. Aleva dovrà provvedere alla bonifica della zona e i materiali di scavo dovranno essere analizzati dall'Asn.

Il 7 di luglio una fuga radioattiva interessò l'impianto di Tricastin. In vari comuni della zona, come misura precauzionale, sono stati bloccati l'accesso e l'uso dell'acqua potabile, misura che resta tutt'ora in vigore. In quell'occasione la Socatri, una controllata dell'Aleva, aveva tardato 6 ore prima di segnalare l'incidente all'Asn, suscitando le proteste delle associazioni ambientaliste. Il ritardo, secondo l'Aleva, è stato dovuto ad una mancanza di coordinamento tra le varie aziende della sua filiera ed ha rimpiazzato un direttore generale della Socatri.

Dopo l'incidente di Tricastin, il ministro per l'Ecologia francese Jean-Louis Borloo, ha annunciato un controllo presso tutte le centrali nucleari francesi, che producono circa l'80% dell'energia elettrica del Paese.
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