Al ministro De Castro un documento sul mondo agricolo riminese
Il Mondo Agricolo Riminese, rappresentato dal Tavolo Verde presieduto dall'assessore proviniciale Mauto Morri, consegnerà nel pomeriggio un documento al Ministro delle Politiche Agricole, De Castro.
RIMINI | 24 agosto 2007 | Tra le proposte avanzate la necessità di integrare l'agricoltura al distretto turistico con la possibilità di aprire nuove prospettive e di tutelare i prodotti del Made in Italy e, di conseguenza, del Made in Rimini. Una proposta che si chiede al Ministro di portare anche nell'ambito della Conferenza nazionale sull'Agricoltura.
Per garantire competitività alle aziende agricole riminesi è necessario anche trovare risposta ai problemi, sempre più accentuati, di fabbisogno idrico. La soluzione potrebbe essere il prolungamento del Canale Emiliano Romagnolo, già approvato come prioritario dalla Regione, che necessita però ora del finanziamento del Ministero (20 mln di euro per il primo tratto).
Così come attendono l'ok le certificazioni di alcuni prodotti tipici locali come lo squacquerone di Romagna, il pecorino di Romagna e la piadina.
Il documento si sofferma anche sull'Intervento Fondiario (evidenziando la difficoltà dei giovani agricoltori ad incrementare l'attività con l'ampliamento degli ormai scarsi e costosi terreni coltivabili) e sul settore vitivinicolo (nel quale la qualità dei prodotti riminesi è in crescita ma sconta gli effetti del mercato globale).
Il testo del documento
PROPOSTE DEL COMPARTO AGROALIMENTARE RIMINESE
AL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
PAOLO DE CASTRO
RIMINI MEETING - 24 AGOSTO 2007
Al ringraziamento per la disponibilità e la sensibilità dimostrata si unisce l’auspicio affinché il Ministro possa acquisire ogni elemento utile per definire un quadro completo della realtà agricola della Romagna e, nella fattispecie, della provincia di Rimini. Cogliere gli aspetti problematici ma anche le potenzialità correlate alle peculiarità del territorio.1
C’è la fondata pretesa che il Madeinrimini agroalimentare, si ponga come “valore aggiunto”, più sostanzialmente con caratteristiche che, oggi, meglio incontrano le esigenze e le aspettative dei consumatori stanziali e non. La sintesi naturalmente felice di mare ed entroterra per gli effetti sulle colture ad alta vocazione di tipicità, non dimeno sul paesaggio ambientale, storico ed artistico, dà vita ad un nuovo modello di sviluppo da esportare, proprio da Rimini, sia nel campo dell’alimentazione, sia nella promo-commercializzazione del territorio.
Certamente le caratteristiche dell’agricoltura riminese impongono anche l’esigenza di interventi organici a tutela dell’ambiente, di adeguati interventi urbanistici e di sostegni diretti alle imprese (soprattutto piccole e medie) tipiche del nostro territorio e che negli ultimi anni hanno sostenuto sforzi notevoli nella direzione della qualità e della diversificazione. 2
Per cui unitamente alle criticità che l’Agricoltura registra nel nostro Paese, come delineato negli atti preparatori della Conferenza nazionale sull’Agricoltura, si pongono all’attenzione del Ministro i seguenti punti:
1.Agricoltura integrata nel distretto turistico
E’ necessario che la potenzialità del territorio, propria della realtà ad alta valenza turistica balneare, congressuale, museale, ecc.. non sia considerata un aspetto alternativo, un elemento di contrapposizione come si è finora configurato bensì si colga la combinazione tra sistema agroalimentare - in particolare caratterizzato da produzioni orticole, vitivinicole ed oleicole di alta qualità - e la capacità di far tendenze delle località turistiche già affermate e, quindi, le nuove prospettive di mercato. Se pensiamo all’Agricoltura esclusivamente come un settore d’impresa in crisi oggettiva per molteplicità di fattori (dal clima alla manodopera o ricambio generazionale, dagli ogm alla globalizzazione), con le ultime risorse derivate dalla UE, il quadro che ne consegue è più che pessimistico. Non di meno se il comparto agricolo resta isolato dal sistema economico e sociale complessivo, dagli investimenti volti allo sviluppo del territorio. In realtà l’Agricoltura (come la maricoltura) deve, con più convinzione, essere collegata al cibo, all’alimentazione ed al peso che questa ha per il futuro della comunità locale e di quella globale. Il Madeinrimini va in questa direzione inseguendo un obiettivo di mediazione tra il sistema cooperativistico, la grande distribuzione e la difesa dei “valori” che, partendo dall’alimentazione, arrivano alla tutela ambientale e ad uno sviluppo economico sostenibile.
PER QUESTE RAGIONI CHIEDIAMO CHE, NELL’AMBITO DELLA PROSSIMA CONFERENZA NAZIONALE SULL’AGRICOLTURA, UN FORUM SPECIALE SIA DEDICATO AL RAPPORTO AGRICOLTURA/TURISMO NON GIA’ E NON SOLO CON RIFERIMENTO AL TURISMO RURALE O AGRITURISMO BENSI’ AL RAPPORTO COL SISTEMA TURISTICO ITALIANO COMPLESSIVO: DA QUELLO CONGRESSUALE (NON A CASO QUESTA PROPOSTA NASCE QUI AL MEETING) A QUELLO DELLE CITTA’ D’ARTE, A QUELLO, SOPRATTUTTO BALNEARE.
E LA RELAZIONE NON VUOLE ESSERE CAMPANILISTICA MA FONDA L’ESIGENZA SU DUE PUNTI: 1) LA QUALIFICAZIONE DEL NOSTRO SISTEMA DI ACCOGLIENZA, PASSANDO ATTRAVERSO LA QUALITA’, LA TIPICITA’ E LA SICUREZZA ALIMENTARE 2) IL POTENZIALE DI MERCATO DELLA MASSA TURISTICA ORAMAI DIFFUSA SU TUTTO L’ANNO.
COLLEGATO AL TEMA DEL CIBO COME VALORE ETICO, SALUTISTICO MA ANCHE ECONOMICO, C’E’ IL TEMA DELLA SALAGUARDIA E DEL RILANCIO DEL MADE IN ITALY E, QUINDI, PER RICADUTA, DEL MADEINRIMINI.
NON PASSA GIORNO CHE I MEDIA CI METTANO IN GUARDIA SUI RISCHI DI TOSSICITA’ DELLE DIVERSE PRODUZIONI (DAI GIOCHI ALL’ABBIGLIAMENTO) REALIZATE, SOPRATTUTTO, NEI PAESI DELL’EST EUROPEO ED ASIATICO.
TEMIAMO, PERO’, CHE LA GUARDIA SI SIA ABBASSATA PROPRIO SULL’AGROALIOMENTARE E, IN PARTICOLARE, SULL’ORTO FRUTTA METTENDO IN SERIA CRISI LA NOSTRA SALUTE MA ANCHE L’UNICA POSSIBILE RISPOSTA ALLA GRAVE CRISI INDOTTA DALLA GLOBALIZZAZIONE.
PER QUESTO CHIEDIAMO CHE, OLTRE ALL’ASSUNZIONE DI PRECISE E NETTE POSIZIONI DI CONTRASTO, AL LIVELLO DI UE, IL GOVERNO ITALIANO DIA IL GIUSTO PESO ANCHE ALLA NECESSARIA ATTIVITA’ DI INFORMAZIONE E DI PROMOZIONE DEL MADE IN ITALY.
LE PROVINCE, CUI SONO ASSEGNATE LE COMPETENZE DECENTRARE E LIVELLO REGIONALE, NON HANNIO RISORSE NE’ MEDIATICHE NE’ FINANZIARIE.
NON SI CONTRASTANO LE MULTINAZIONALI O LE ORGANAIZZAZIONI/PIRATA CON GLI INCONTRI ELITARI. E’NECESSARIO INVESTIRE IN QUESTA DIREZIONE NON SOLO PER UN PRINCIPIO ETICO MA PER L PESO CHE LA TIPICITA’ GARATITA HA E PUO’ AVERE SULLA COMPETITIVITA’.
2.Fabbisogno idrico
Il territorio provinciale detiene un piccolo bacino idrografico e deve fare affidamento, per gli usi civili, industriali ed irrigui, soprattutto sulle acque di falda sotterranea, in particolare della conoide del fiume Marecchia e, in misura minore, sull’acqua proveniente dalla diga di Ridracoli. Ricorrente è, nei mesi estivi, la criticità dell’approvvigionamento idrico, particolarmente nelle aree collinari. Tali fenomeni si sono accentuati negli ultimi anni in modo sempre più preoccupante, (la nostra provincia è la più siccitosa della regione), a seguito di una consistente e progressiva diminuzione delle precipitazioni, con pesanti ripercussioni sulle produzioni agricole locali di qualità e di pregio (colture ortive da seme, vigneti, oliveti, ecc.). Pur consapevoli che occorra mettere in atto metodi e sistemi irrigui per risparmiare acqua è certo che le aziende agricole difficilmente potranno dimostrare di essere competitive senza un adeguato approvvigionamento idrico. Recentemente, con l’ingresso del Canale Emiliano-Romagnolo nel territorio provinciale (Bellaria - torrente Uso) e con il completamento dell’iter per la realizzazione del progetto di prolungamento di tale canale, si sono aperte nuove prospettive, date le potenzialità di uso plurimo di tali acque, in particolare per gli usi industriali ed agricoli. Il primo tratto del progetto, per un importo previsto di circa 20 milioni di Euro, è stato approvato dalla Regione Emilia-Romagna come prioritario ed inviato al Ministero per la richiesta di finanziamento nell’ambito della prossima Legge Finanziaria. E’ indispensabile, pertanto, che venga garantito dal Ministero il finanziamento di questo primo tratto nonchè il completamento del percorso del CER sull’intero territorio provinciale;
3.Produzioni di qualità a marchio
In considerazione delle peculiarità del sistema agricolo provinciale (caratteristiche ambientali e strutturali vocate all’ottenimento di produzioni di elevata qualità), appare indispensabile sviluppare ulteriormente la diffusione di colture di pregio a denominazione di origine. Oltre alle produzioni a marchio che hanno ottenuto apposito riconoscimento (Vini DOC Colli di Rimini e DOC di Romagna, Olio extravergine di oliva DOP Colline di Romagna, DOP del Formaggio di Fossa di Sogliano e Talamello - protezione transitoria ha completato l’iter ministeriale ed è in attesa del riconoscimento europeo -, IGP Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale – razza bovina romagnola, IGP Pesca e Nettarina di Romagna) vi sono alcuni prodotti tuttora in fase di valutazione per i quali si auspica la conclusione dell’iter ministeriale per il riconoscimento come prodotti certificati:
Squacquerone di Romagna (DOP)
Pecorino di Romagna (DOP)
Piadina Romagnola (IGP) il disciplinare prevede la possibilità di riconoscere la tradizione riminese utilizzando diametri e spessori tipici del nostro territorio. Si è arrivati quindi alla unificazione del marchio con possibilità di diversificare il prodotto a seconda della tradizione territoriale locale.
4.Intervento fondiario
L’elevato sviluppo urbanistico del nostro territorio ha determinato nel corso degli anni un notevole consumo del suolo agricolo (la superficie agricola totale rappresenta il 65% dell’intera superficie provinciale) con forti ripercussioni sull’incremento del costo dei terreni. Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, recentemente adottato si è espresso chiaramente per una rigorosa tutela e salvaguardia del territorio rurale. Emerge comunque una notevole difficoltà, in particolare per i giovani agricoltori, di avviare o incrementare l’attività agricola tramite un ampliamento della maglia poderale, intervento peraltro escluso dai finanziamenti previsti nel Piano di Sviluppo Rurale.
E’ importante che il Ministero continui a sostenere ed incrementare gli interventi fondiari di ISMEA che rappresentano l’unica forma di agevolazione per le imprese agricole per questa tipologia di intervento.
5.Settore vitivinicolo:
La Provincia di Rimini è sicuramente un’area vocata per la produzione di vini di alta qualità, per le caratteristiche dell’ambiente pedoclimatico di media e alta collina (composizione dei suoli e vicinanza del mare). Negli ultimi anni diversi produttori di piccole e medie dimensioni e le due strutture cooperative esistenti sul territorio hanno realizzato, un notevole miglioramento della qualità e dell’immagine del vino di Rimini ottenendo prestigiosi riconoscimenti a livello nazionale. Ciò nonostante, data l’attuale situazione della commercializzazione del vino a denominazione di origine controllata, fortemente eccedentaria rispetto alla domanda ed a fronte di una difficoltà complessiva del comparto vinicolo (sovrapproduzione, eccedenze), che soffre inoltre della crisi dei consumi e degli effetti del mercato globale, si è registrata, nel corso degli ultimi anni, una progressiva diminuzione delle liquidazioni delle uve ai produttori e difficoltà di commercializzazione dei vini di qualità a prezzi remunerativi, con forti ripercussioni sui bilanci delle aziende e sulle prospettive della loro futura vitalità.
Vista la recente approvazione da parte della Commissione delle proposte contenute nella OCM vitivinicola, si ritiene estremamente positivo il divieto di utilizzo dello zucchero e conseguente soppressione dell’aiuto per l’arricchimento con mosti concentrati, che hanno di fatto sempre favorito le produzioni di aree meno vocate - portando ad una pesante distorsione del mercato dei vini e delle uve – auspicando consistenti interventi di aiuto per la ristrutturazione dei vigneti al fine di sviluppare e migliorare le condizioni strutturali delle aziende vitivinicole. Rispetto alla proposta dell’incentivo alle estirpazioni si auspica un utilizzo limitato nel ricorso a questa misura che non potrà mai favorire le imprese che intendono svilupparsi.
In relazione alle norme di disciplina delle denominazioni di origine di cui alla Legge 164/92, si segnala la positiva esperienza realizzata in ambito provinciale dal Consiglio Interprofessionale preposto alla gestione della DOC “Colli di Rimini”, auspicando che tale tipologia di organismo avente compito di tutela, valorizzazione e gestione dei vini DOC, possa mantenere il proprio ruolo anche nella futura revisione della suddetta Legge.
Documento predisposto dal Tavolo Verde ( CIA, Coldireti, Unione Agricoltori, Legacoop, Confccooperative) del 21 Agosto 2007 presieduto dall’Assessore Agricoltura e Attività Produttive – Mauro Morri
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