Solo un comune del territorio, San Mauro, ha aderito all'iniziativa di accendere un monumento cittadino in occasione della Giornata del Ricordo delle Vittime della Strada. Il responsabile locale Raduano commenta: "siamo abituati alla scarsa attenzione".
PROVINCIA | 16 novembre 2009 | Nel 2008, secondo i dati Aci Istat, gli incidenti in provincia di Rimini sono calati appena dell'1%, meno rispetto al 3% del resto della regione. Le vittime sono state invece 34, rispetto alle 38 del 2008.
Proprio ieri si è celebrata la giornata mondiale del Ricordo delle Vittime della Strada, ma l'iniziativa, in quasi tutti i comuni del territorio, è passata sotto silenzio. Nella trasmissione Tempo Reale (Radio Icaro - IcaroTV)se ne è parlato col responsabile provinciale dell'Associazione Vittime della Strada, Giuseppe Raduano.
"In altre realtà - ha spiegato Raduano - si fanno cose più complesse, come incontri nelle scuole o fiaccolate, per il nostro territorio la proposta avanzata ai comuni era semplice: accendere un monumento a ricordo delle vittime della strada. Solo un'amministrazione ci ha risposto positivamente, le altre nemmeno hanno avuto l'educazione di farci sapere qualcosa. Ci siamo abituati comunque."
"I familiari delle vittime di incidenti - ha detto ancora Raduano - sono abituati a questa scarsa considerazione sia da parte delle istituzioni che delle persone comuni che, passata l'onda emotiva successiva al tragico evento, preferiscono allontanarsi".
"Credo che anche a Rimini, da anni ai vertici nelle graduatorie relative agli incidenti stradali, l'interesse a fare qualcosa di concreto per la sicurezza sulle strade sia inferiore alle reali esigenze. Secondo me, molti dati si preferisce non renderli pubblici per salvaguardare l'immagine. Questo però costa vite e incidenti".
"Tutti dovrebbero interrogarsi su alcuni episodi. Ad esempio - ha ricordato ancora Raduano - nel caso di mio figlio, scomparso in un incidente, un avvocato ha avuto il coraggio di scrivere negli atti ufficiali del processo che un ragazzo che vive a Rimini vale molto di meno di uno che risiede in un'altra provincia perchè da noi ci sono troppe distrazioni e meno possibilità di realizzarsi sul lavoro. Su casi come questi (e su affermazioni comq queste) tutti dovrebbero intervenire. Ci dovrebbe essere maggiore coinvolgimento e invece ci si trova soli. Come sola è la signora Ines Casalboni, riminese di 80 anni, che ha visto il figlio ucciso in Norvegia. Da anni riceve dalle istituzioni delle "pacche sulle spalle" ma di fatto è completamente sola nel cercare giustizia".
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