24 April 2018

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Le signore in rock

Le signore in rock

in foto: Alice Depaoli

Nella storia del rock di figure femminili di primo piano non ne mancano, dalla poetessa Patti Smith a Dolores O’Riordan, anima dei Cranberries recentemente scomparsa. Così come band dalla line up completamente in rosa o quasi: L7 o Hole per fare nomi tra i più noti. Ma nel rock il “girl power” spesso è rimasto solo una sigla di cui abusare ogni volta che c’è da lanciare sul mercato la next big thing al femminile.

E oggi c’è chi, per dare una mano alle ragazze, ha pensato a un progetto interamente dedicato a loro. Si tratta di Ladies in Rock, il primo portale di scambio date tra band femminili. L’idea è della 23enne Alice Depaoli, studentessa e chitarrista, una vita rock tra Santarcangelo e il Regno Unito.

Una vocazione nata in ambito domestico. “La mia passione per la musica diciamo c’è sempre stata. Ricordo avevo 3/4 anni quando mio zio mi faceva ascoltare i Pink Floyd mentre saltavo sul suo letto, e alla mia richiesta di ascoltare qualcosa di più rock, mi ricordo metteva su allo stereo i Ramones. Tornata a casa prendevo pentole e padelle, mestoli di legno e facevo finta di suonare la batteria, o con la scopa suonavo la chitarra”.

A un certo punto l’air guitar non è più bastato. E dalla cucina Alice si è ritrovata a suonare sui palchi d’oltremanica. “Io sono sempre stata una persona piuttosto estrosa, ho frequentato il liceo artistico e ho iniziato a suonare la chitarra a 16 anni. Alla fine del liceo non sapevo bene come continuare gli studi. In quel periodo avevo un ragazzo, anche lui musicista, quindi diciamo sono finita in Uk per amore, ho seguito il mio ragazzo che voleva andare a studiare là.  Non è stato facile inizialmente ambientarsi, ma è stata un’esperienza bellissima, ho avuto modo di conoscere tantissimi musicisti, di suonare su bei palchi, diciamo mi sono sentita una piccola rock star per un po’ “.

Ma tra palco e realtà non è facile trovare l’equilibrio. “Ovviamente l’Inghilterra è perfetta per chiunque voglia vivere di musica, ci sono tantissime opportunità per chiunque, il problema per me è stato che non mi sono mai sentita a casa, la gente, il tempo. Ogni estate tornavo a casa ed era una sofferenza ripartire, quindi dopo due anni ho deciso di tornare a casa. Ora sto terminando gli studi in un campus inglese a Roma. Non ero a conoscenza di queste università quì da noi, ma per fortuna posso portare a termine il mio percorso”. 

Alice on stage

Però la passione non si spegne. Anzi. “Ho suonato con diverse band in passato, quì in Italia e in Inghilterra. Al momento sto cercando di concentrarmi sugli ultimi esami, non sto quindi suonando con nessuno, me prevedo di mettere su qualcosa per l’estate, e sarà sicuramente qualcosa di rockettaro”. 

E Alice ha messo insieme musica e studi ideando, appunto, il portale dove la band femminili possono scambiarsi informazioni, promuoversi e promuovere le loro date.

Ladies in Rock è nato appunto come progetto universitario. Dovevamo pensare e creare un prodotto che potesse funzionare nel mondo musicale, e mi è venuto subito in mente di creare qualcosa che potesse aiutare noi ragazze musiciste a prendere piede nel mondo della musica, ancora prettamente maschile. Il portale di scambio vuole essere di supporto a tutte le band femminili che si sentono in minoranza, trattate in maniera diversa rispetto alle band maschili e magari prese meno in considerazione”.

Che riscontri hai avuto?

Ho contattato molte band su Facebook, alcune non mi hanno risposto, ma a tutte le altre è piaciuta molto l’idea e hanno accettato di iscriversi.  Credo che la cosa principale sia capire il messaggio che sta dietro al progetto, e le opportunità che può portare, come suonare in parti di Italia che sarebbero difficili da raggiungere per una band, conoscere nuove ragazze nella stessa situazione, e portare avanti l’ideologia, un po’ come un movimento femminista, diciamo”. 

Nel mondo del rock allora esiste davvero un problema di “pari opportunità”?

Io non credo che sia difficile farsi strada nel rock, credo sia proprio difficile per noi addentrarci nell’intera industria musicale.  Non è facile per noi essere considerate all’altezza, veniamo subito reputate donne oggetto.  Ovviamente sono d’accordo che molto spesso, come nel pop, la fama di un’artista è strettamente proporzionata a quanto è vestita sul palco,  e credo che questo che stia facendo grandi danni sulla credibilità di chi come me e tante altre altre ragazze, vogliano fare solo della buona musica, ed essere apprezzate per quello che siamo realmente”.

Maurizio Ceccarini

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