19 January 2018

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Carim, ecco i nuovi vertici e il piano di rilancio. Critiche da Cassa 1840

EconomiaRimini

11 gennaio 2018, 18:05

in foto: i nuovi vertici Carim

I giochi erano ormai già fatti e questa mattina nell’assemblea dei soci è arrivata la conferma dei nomi del nuovo CdA di Banca Carim, il primo dell’era Credit Agricole Cariparma. Il gruppo francese ha messo al vertice due suoi uomini ma, a differenza di quanto fatto con le Casse di Cesena e San Miniato dove sono stati cambiati i direttori generali, ha confermato Giampaolo Scardone (in Carim dal 2015). Presidente è Guido Corradi con Roberto Ghisellini come vice. A completare il cda Andrea Mora, Matteo Bianchi, Massimo Tripuzzi e i due nomi proposti dalla Fondazione Carim, Matteo Guaitoli e Attilio Gardini. Il nuovo piano industriale, si legge in una nota della Banca, prevede nel triennio 2018-2020 nuovi finanziamenti all’economia per 1,2 miliardi e un aumento dei clienti stimato in un + 30%.
Nel corso dell’assemblea non sono mancate però le critiche. Renzo Ticchi dell’associazione Cassa 1840 ha accusato la Fondazione (che detiene il 2,66% delle quote) di aver perso “un occasione per cercare il coinvolgimento dei soci privati” e ha invitato gli azionisti ad astenersi dal voto. Ticchi ha definito la ricapitalizzazione un “esproprio senza riconoscimento economico per i soci privati ricordando che le azioni hanno perso oltre il 90% del loro valore e che gli azionisti privati, a differenza di quelli istituzionali, non potranno giovarsi delle possibili rinvenienze che potrebbero verificarsi dalla cessione dei crediti deteriorati. Ticchi rinvia invece il giudizio sul gruppo francese (“il loro intervento in assemblea è stato positivo” ci ha detto) mettendo però sul piatto alcuni temi di confronto. Uno su tutti, l’eventuale ristoro per i 7.400 azionisti che hanno visto svanire il loro investimento. Sulla questione sono due le alternative secondo Cassa 1840: la tutela legale nelle sedi opportune oppure l’apertura di un tavolo di dialogo con Credit Agricole Cariparma. “Qualora i tempi vengano ulteriormente dilatati – ha spiegato – i soci trarranno le opportune conseguenze”.


La nota stampa Carim

L’Assemblea dei soci di Cassa di Risparmio di Rimini ha proceduto oggi alla nomina del
nuovo Consiglio di Amministrazione e del nuovo Collegio Sindacale. Il Presidente è Guido Corradi, mentre diventa Vice Presidente Roberto Ghisellini entrambi appartenenti alla lista presentata da Crédit Agricole Cariparma. Entrano in Consiglio di Amministrazione anche Andrea Mora, Matteo Bianchi, Massimo Tripuzzi anch’essi appartenenti alla lista di espressione Crédit Agricole Cariparma e Matteo Guaitoli nonché Attilio Gardini appartenenti alla lista presentata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini. Il Direttore Generale rimane Giampaolo Scardone.
Il Presidente del Collegio Sindacale è Paolo Alinovi, con Stefano Lottici e Luca Mariani sindaci effettivi, i
primi due appartenenti alla lista presentata da Crédit Agricole Cariparma e il terzo nominato dalla lista
presentata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini mentre sindaci supplenti sono Angelo Gilardi e Claudio Venturini, il primo appartenente alla lista presentata da Crédit Agricole Cariparma e il secondo
nominato dalla lista presentata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini.

Il nuovo Consiglio di Amministrazione e il Direttore Generale avvieranno l’implementazione del Piano
Industriale, focalizzato al rilancio e alla crescita dei segmenti famiglie e imprese sul territorio. Nello
specifico, il piano prevede nuovi finanziamenti all’economia pari a circa 1,2 Mld € nell’arco del triennio
2018-2020, con una crescita media del 15% circa, superiore alle stime di mercato che prevedono un
incremento medio degli impieghi nell’intervallo 1-1,5%. Il Piano industriale prevede importanti investimenti da parte del Gruppo per lo stesso triennio 2018-2020 per lo sviluppo di nuovi modelli di filiale, nuovi prodotti e l’adozione dei sistemi informativi del Gruppo. Si stima che gli investimenti e i volumi di credito erogati sul territorio si traducano in una crescita dei clienti della Banca del 30% nell’arco dei tre anni.
A valle dell’operazione di acquisizione di Carim, Carismi e Caricesena, perfezionata a dicembre 2017, il
Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia supera i 2 milioni di clienti, raggiungendo in Emilia Romagna una quota di mercato del 10,7% circa.
Il Gruppo Crédit Agricole è uno dei gruppi bancari più solidi al mondo, presente in 52 Paesi con più di 50 milioni di clienti e 138 mila collaboratori. Nei primi nove mesi del 2017 ha riportato ricavi per 24 miliardi di euro (+6,8% a/a) e un utile netto di 5,6 miliardi di euro (+35% a/a).
Il Gruppo Crédit Agricole in Italia ha chiuso i primi nove mesi del 2017 con un risultato netto aggregato
gestionale di 588 milioni di euro, in crescita del 22,5% rispetto allo stesso periodo del 2016. In Italia impiega ormai più di 14 mila collaboratori per un finanziamento all’economia di oltre 70 miliardi di euro, al servizio di 4 milioni di clienti, che possono contare sulla presenza di società specializzate di Corporate & Investment Banking (CACIB), Credito al Consumo (Agos, FCA Bank), Leasing e Factoring (Crédit Agricole Leasing e Crédit Agricole Eurofactor), Asset Management e Asset Services (Amundi Italia, CACEIS), Assicurazioni (Crédit Agricole Vita, Crédit Agricole Assicurazioni, Crédit Agricole Creditor Insurance) e Wealth Management (CA Indosuez WM e CA Indosuez Fiduciaria).
Il nuovo Consiglio di Amministrazione della Banca desidera esprimere il proprio apprezzamento a
Istituzioni, organi sociali e dipendenti, che hanno contribuito fattivamente al buon esito dell’operazione che ha condotto la Banca all’ingresso nel Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia.


L’intervento di Renzo Ticchi, Cassa 1840

Prendiamo atto della soddisfazione di credit agricole cariparma per l’acquisizione di banca carim;
Di quella della fondazione cassa di risparmio di rimini che con le sue nomine, attesta il gradimento sull’operato del cda di banca carim. Nella gestione della delega per la ricapitalizzazione.
Come piccoli, ma credo anche grandi azionisti non possiamo essere contenti.
Perche’ – molto semplice – un azionista che abbia acquistato nel tempo – mille azioni ad un
Prezzo medio di 8,5€ ad azione, a fronte di un capitale pari a ottomilacinquecento euro, prima della ricapitalizzazione riservata allo schema volontario, si trova ora, dopo la ricapitalizzazione ad avere un valore di €. 255,00 circa – per una perdita pari al 95/97 % del suo investimento. Possiamo essere contenti?
Presidente, come lei stesso ha affermato, non siamo ne marziani ne speculatori professionisti, ma cittadini di questo territorio cresciuto con la cassa di risparmio di Rimini, che l’ hanno sostenuta da sempre ed in special modo in questi cinque difficili anni, nella sua ristrutturazione e garantendo gli stipendi sino ad oggi e non solo. Noi azionisti privati non potremo giovarci delle possibili rinvenienze che potrebbero verificarsi, dalla cessione dei crediti deteriorati, auspicata dal presidente del fondo interbancario – schema volontario Dott. Maccarone – mentre ne potranno godere gli azionisti istituzionali di banca carim – che fanno parte del fondo stesso.
Sulle nomine che vengono messe oggi in votazione, io credo si sia persa una occasione, da parte della fondazione per cercare quel coinvolgimento dei soci privati, piccoli o grandi che siano, che
Rappresentano con le loro famiglie e attività l’ossatura portante socio economica del territorio della provincia di Rimini.
Per i motivi sopra esposti proponiamo, agli azionisti di non votare nessuna delle due liste astenendosi, rinviando il nostro giudizio su Credit-Agricole a quanto il cda nominato – sapra’ dimostrare nei rapporti con i soci e alla luce delle sue deliberazioni.
Presidente sono costretto ad uscire dalla traccia dell’ ordine del giorno ma comprendera’ che questa e’ l’unica opportunita’ che ci viene data per illustrare, attraverso lei, a credit-agricole, i temi sui quali vogliamo aprire un confronto:
1) piano strategico e industriale- quali i riflessi nei rapporti con i clienti e investitori e le ricadute sul territorio e riguardo alla redditività dell’istituto bancario;
2) sul patrimonio immobiliare e storico della cassa di risparmio di Rimini, quale la sua destinazione;
3) rapporti della nuova governance con le associazioni dei soci retail -piccoli azionisti-;
4) quale ristoro/riconoscimento per i soci privati esclusi dalla ricapitalizzazione che hanno visto svanire il loro investimento. Credo sia chiaro a tutti che la ricapitalizzazione subita e’ assimilabile ad un esproprio per pubblica utilità senza riconoscimento economico agli espropriati. Ora come accade negli espropri – gli oltre 7.400 azionisti espropriati insoddisfatti del trattamento economico e delle condizioni che lo Hanno escluso dalla possibilità di partecipare (diritto di opzione negato) hanno due strade percorribili:
. La prima, più tortuosa, costosa e cruenta – quella della tutela legale nelle sedi opportune.
. La seconda piu’ praticabile e veloce passa attraverso la costituzione di un tavolo che veda la presenza di credit agricole cariparma, rappresentante dell’ ente espropriante, e dei piccoli azionisti, per l’apertura di un dialogo che porti alla condivisione di strumenti che possano soddisfare gli azionisti stessi e garantire un prospero futuro all’ istituto bancario, comunque denominato, viste le ultime indiscrezioni su future nuove fusioni a livello europeo.
Auspichiamo quindi, che il consiglio eletto si adoperi in tempi stretti per la costituzione di questo tavolo, convocando i soci entro brevissimo termine. Tutto ciò peraltro in linea con quanto promesso da credit-agricole Cariparma nella corrispondenza intercorsa con l’ associazione cassa 1840. Qualora i tempi vengano ulteriormente dilatati i soci trarranno le opportune conseguenze e migreranno verso altri istituti bancari che garantiscono l’ attenzione ai soci e al territorio ai quali credit Agricole-cariparma afferma di ispirarsi.

Redazione Newsrimini

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