18 January 2018

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Terremoto al Club Nautico. La replica di Sorci (Marina di Rimini)

Terremoto al Club Nautico. La replica di Sorci (Marina di Rimini)

in foto: darsena e porto

Nelle diatribe del Club Nautico di Rimini in seguito alle dimissioni di larga parte del direttivo, arriva anche la replica del direttore di Marina di Rimini Gianni Sorci chiamato in causa come socio dalle dichiarazioni del presidente del Club Santolini (vedi notizia).


La replica di Sorci:

Gentili Signori,

in quel vero e proprio “bollettino di guerra” dell’ormai ex-presidente del Club Nautico di Rimini pubblicato su “Newsrimini” di oggi, quale motivo del «conflitto perdurante» nel sodalizio è indicato dal «presidente dimissionario» il fatto che il comitato «”il Club ai Soci”», cioè la lista alternativa a quella dei fans di Santolini e che ha perso per un solo voto di differenza il confronto all’assemblea elettorale del 2016,

«è arrivato a chiedere di conoscere la quota versata annualmente dai soci titolari dei posti barca lungo il canale “Richiesta – si legge – che porta la firma di due soci dissidenti uno dei quali riveste attualmente un ruolo di primo piano all’interno di Marina di Rimini”. Santolini ipotizza che dietro a questo atteggiamento ci possa essere quindi non solo la volontà di sostituire l’attuale consiglio direttivo del Club ma l’intento di creare “vantaggio ad un altro “sodalizio” con diversi obiettivi ed interessi”» (così l’articolo da voi pubblicato).

Dato che sono socio del Club Nautico dal 1987, amministratore di “Marina di Rimini” dal 2002 e che – insieme ad altro socio – ho chiesto per iscritto due anni fa all’attuale ex presidente di accedere ai verbali dell’assemblea e alla contabilità delle spese del Club, mi pare piuttosto chiaro come la «nota» oggetto dell’articolo faccia riferimento alla mia persona manifestando così il suo pensiero sulla condotta da me tenuta.

Fatto dal quale deriva il mio diritto di replica e di chiedere la rettifica rispetto a quanto scritto, in larga parte tra virgolette, nell’articolo.

E’ evidente che «il presidente dimissionario» non sa più cosa inventarsi per vincere il diffuso dissenso verso la sua pluriennale gestione del Club quale consigliere amministratore: infatti, la tariffa dei servizi di ormeggio del Club è null’altro che un “segreto di Pulcinella” posto che a tutti i soci è (ovviamente) reso noto il tariffario relativo. Di contro, il tariffario di “Marina di Rimini” è pubblico e non può certo essere (altrettanto ovviamente) influenzato da quello del Club Nautico.

Inoltre, vale precisare che ho chiesto l’accesso ai verbali dell’assemblea e alla contabilità del Club – diritto che (sempre ovviamente) compete a tutti i soci – per verificare quel rapporto fra le spese deliberate dall’assemblea e quelle effettivamente pagate che ha costituito tema di vivace confronto in molte assemblee degli ultimi due quadrienni sociali.

Ebbene, per avere avanzato la suddetta richiesta sono stato deferito dal consiglio direttivo alla commissione disciplinare del Club, esattamente come se mi fossi reso responsabile di lesa maestà manifestando la mia “infedeltà” verso il sovrano.

La commissione disciplinare ha impiegato più di un anno ad esaminare il mio “delitto” e ha concluso il processo archiviando l’incolpazione. Non avendo però ottenuto l’accesso che avevo richiesto, mi sono rivolto ai probiviri per averlo e il collegio dei probiviri ha emesso lodo definitivo con il quale ha intimato all’attuale ex presidente di porre gli atti richiesti a mia disposizione.

Ho quindi dato incarico e mandato a due noti professionisti riminesi – un avvocato e un commercialista, in quanto tali tenuti all’obbligo di riservatezza – di procedere per mio conto e nel mio interesse all’esame dei verbali delle assemblee con la relativa registrazione e del registro delle spese; i due professionisti si sono recati – previo appuntamento – alla sede del Club per eseguire al mandato ricevuto, ma è stato loro opposto un secco rifiuto.

Ne segue che è semplicemente impossibile che le dimissioni rassegnate dall’ex presidente siano dovute al mio comportamento piuttosto che ad altri motivi.

Così come è incredibile che il «dimissionario» pretenda di menare vanto per la Stella d’oro al merito sportivo del CONI che – come è noto a tutti quelli che fanno parte di associazioni sportive federate – è concessa solamente su proposta della Federazione di appartenenza e dopo che siano state assegnate quella di bronzo e quella d’argento; sicchè la Stella d’oro rappresenta il riconoscimento dell’attività sportiva svolta dal Club Nautico dalla sua fondazione in avanti, mentre l’attuale (ex) presidente è (era) tale da solo un anno ed è un dato di fatto che il Club ha perduto quella posizione rilevante che aveva sul piano nazionale e internazionale dello sport velico da ormai molti anni: più o meno proprio da quando l’attuale ex presidente ha assunto il ruolo di consigliere amministratore (unico?) del sodalizio.

Oggi il Club è diviso fra i sostenuti dell’ex presidente, che ha trasformato un’associazione sportiva di alto livello in poco più di un ristorante, e coloro che dissentono rispetto alla deriva in atto.

Si tratta di due parti pressoché uguali di soci, tanto che (è bene ripeterlo) all’assemblea elettiva del 2016 i sostenitori dell’ex presidente hanno acquisito la maggioranza nel consiglio per un solo voto di scarto.

Mentre la riunione indetta domenica scorsa, alla quale il «dimissionario» attribuisce «la reazione dei soci» alle “mene” in conflitto di interesse del comitato “Il Club dei Soci”, non è stata un’«assemblea» sociale, come l’ex presidente afferma, ma l’inizio – peraltro “a sorpresa” – della sua campagna elettorale per liberarsi dei quattro consiglieri (su nove), del sindaco revisore (su tre) e di due probiviri (su tre) che sono stati eletti a fine 2016 dai dissenzienti rispetto alla sua pluriennale gestione del Club.

E’ dunque del tutto chiaro come le dimissioni di Santolini e dei quattro consiglieri di sua fiducia rappresentino null’altro che una fase di un disegno prefigurato.

Nel rispetto dello statuto, compete agli organi sociali di controllo e ai soci riuniti in assemblea esprimersi sulle corrette procedure da seguire nella situazione così volontariamente creata dal «presidente dimissionario», quindi sulle prospettive da imprimere al Club.

Chiedo a “Newsrimini” di voler pubblicare questa lettera per intero e con le stesse caratteristiche “tipografiche” dell’articolo in riferimento; ringrazio per la gentile attenzione e invio i miei migliori saluti.

Giovanni Sorci

Redazione Newsrimini

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