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Indagine Confindustria. Cgil: la ferita Carim sanguinerà ancora per molto

EconomiaRimini

10 ottobre 2017, 18:19

In una nota inviata alla stampa, la Cgil di Rimini esprime il suo parere sull’indagine congiunturale di Confuindustria presentata oggi. secondo il sindacato, i segni più di occupazione, investimenti, fatturato saltano agli occhi. Tuttavia, la cautela è doverosa e la crescita, che anche Confindustria giudica fragile, dovrà trovare conferma nel prossimo futuro. Si legge nella nota del Segretario generale CGIL Rimini Primo Gatta – È vero che dopo anni di contrattazione difensiva qualcosa si muove (per esempio l’ipotesi di accordo firmata nei giorni scorsi all’SCM), ma troppe situazioni ci raccontano stati di sofferenza che ancora permangono in diversi settori, in particolare dall’edilizia, al legno, al tessile. Per il potenziamento di Università, Fiera e Aeroporto occorrono investimenti privati ma soprattutto pubblici. Sul fronte del Credito invece, resterà aperta ancora per tanto tempo la ferita che è stata inferta dal fallimento della CARIM. Una banca che doveva essere del territorio e che invece è stata il bancomat dei pochi che ne hanno esaurito le risorse che, ancora una volta, verranno ripagate dalla collettività – conclude la nota del sindacato.

Nota del Segretario generale CGIL Rimini Primo Gatta

“Abbiamo letto gli articoli di stampa relativi all’indagine congiunturale realizzata da Confindustria Romagna incentrata sul territorio di Rimini. E’ indubbio che alcune percentuali saltano immediatamente all’occhio: quelle con il segno più dell’occupazione indicata al +7,1%, gli investimenti, il fatturato. Tuttavia riteniamo che la cautela sia doverosa e la crescita che anche Confindustria giudica fragile dovrà trovare conferma nel prossimo futuro quando verificheremo se il trend di crescita verrà consolidato oppure no.
Per quanto riguarda il nostro angolo di visuale è vero che dopo anni di contrattazione difensiva qualcosa si muove, vedi per esempio l’ipotesi di accordo firmata nei giorni scorsi all’SCM, ma troppo situazioni ci raccontano stati di sofferenza che ancora permangono in diversi settori, in particolare dall’edilizia, al legno, al tessile. Casse integrazioni ancora aperte, contratti di solidarietà, una ripresa che ancora, come nel resto d’Italia, tarda ad avviarsi, basata in particolare su lavoro precario e sfruttamento.
Per restare al rapporto di Confindustria concordiamo con la necessità che l’Università, così come infrastrutture quali la Fiera e l’Aeroporto siano determinanti per lo sviluppo dell’economia locale, aggiungiamo che per il loro potenziamento occorrono investimenti privati ma soprattutto pubblici.
Sul fronte del Credito abbiamo detto in passato quanto di più si sarebbe potuto fare a sostegno di coloro che sono stati attraversati pesantemente dalla crisi, in primo luogo i lavoratori e le imprese sostanzialmente sane ma bisognose di liquidità e ci siamo impegnati molto per questo. Ma parlando di Credito resterà aperta ancora per tanto tempo la ferita che è stata inferta al territorio dal fallimento della CARIM. Una banca che doveva essere del territorio ma che abbiamo scoperto essere stata il bancomat dei pochi che ne hanno esaurito le risorse che ancora una volta verranno ripagate dalla collettività.”

 

 

Lucia Renati

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