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Autonomia Emilia Romagna, Premier firma avvio negoziato. Critica la Lega

PoliticaRegione

18 ottobre 2017, 13:38

in foto: Gentiloni e Bonaccini

Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, hanno firmato questa mattina a Palazzo Chigi una Dichiarazione di intenti che formalizza l’avvio del percorso per la maggiore autonomia emiliano romagnola.

A seguito della risoluzione adottata il 3 ottobre dal Consiglio Regionale dell’Emilia-Romagna, al fine di ottenere forme e condizioni particolari di autonomia– si legge nel documento- il Governo e la Giunta regionale intendono dare corso a tale proposito”. “Le materie interessate– si prosegue nell’atto- saranno oggetto di ogni necessaria valutazione, da compiere anche in forma bilaterale, in modo da perseguire un esito positivo sia per la Regione sia per l’ordinamento repubblicano sia, soprattutto, nell’interesse del Paese”.

La firma dopo il pronunciamento dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna che lo scorso 3 ottobre aveva approvato una risoluzione che dava mandato al presidente Bonaccini di avviare il negoziato con il Governo. Sulla scorta dell’articolo 116, comma III, della Costituzione, la Regionepunta ad ottenere maggiore autonomia legislativa e amministrativa per poter gestire direttamente, e con risorse certe, materie fondamentali per l’ulteriore crescita sociale ed economica dei propri territori, oltre che per la semplificazione delle procedure amministrative e dei meccanismi decisionali, in quattro aree strategiche: lavoro, istruzione tecnica e professionale; internazionalizzazione delle imprese, ricerca scientifica e tecnologica, sostegno all’innovazione; sanità; territorio e rigenerazione urbana, ambiente e infrastrutture.

Il mio al presidente Gentiloni non è certo un ringraziamento formale– afferma il presidente Bonaccini. La dichiarazione di intenti che abbiamo firmato è per noi motivo di grande orgoglio e dimostra la volontà del Governo di prendere sul serio la nostra richiesta, di volerla approfondire con l’obiettivo, più che mai condiviso, di rendere il progetto di maggiore autonomia per l’Emilia-Romagna una reale opportunità di sviluppo e di crescita per la nostra regione e per l’intero Paese, nell’ambito dell’unità nazionale e dell’alveo costituzionale, fondamenta che non possono mai essere messe in discussione. Credo sia giusto premiare le Regioni virtuose, con i conti in ordine e un alto tasso di efficienza nei servizi forniti, in primo luogo ai cittadini, e le ulteriori competenze che chiediamo ci permetteranno di investire e fare ancora meglio in ambiti come lavoro e formazione, impresa, ricerca e innovazione, tutela della salute, territorio e ambiente. Dopo il lavoro che abbiamo fatto con le parti sociali, i territori, le università e le associazioni al tavolo del Patto per il Lavoro e con le forze politiche in Assemblea legislativa, ora vogliamo fare lo stesso con il Governo, e allo stesso modo vogliamo fare presto e bene. Come già successo in altri ambiti- chiude Bonaccini-, potremmo aprire la strada a livello nazionale e farlo, stavolta, su ciò che finora non è mai stato fatto in Italia: il riconoscimento di maggiore autonomia a una Regione, attraverso la Costituzione”.

Critica la Lega. “Altro che correre – attacca l’onorevole Gianluca Pini, Bonaccini va di rincorsa. Il suo misero tentativo di sminuire il voto referendario di Veneto e Lombardia è imbarazzante. E’ evidente a tutti infatti che la sua pseudo proposta altro non è che un evidente quanto improbabile tentativo di oscurare il voto che la Lombardia e Veneto aspettano da tempo. Un’inutile rincorsa che altro non fa che riproporre una manciata di competenze già presenti in Emilia-Romagna, senza toccare il nodo centrale del problema: il trattenimento del residuo fiscale che infatti Bonaccini evita accuratamente di menzionare. In pratica, il nulla. Pensi a fare il governatore della Regione e non a vivere di luce riflessa del lavoro degli altri”.

Perplesso anche il Movimento 5 Stelle. “Il trionfalismo del PD riguardo alla firma di oggi con il Governo sulla richiesta di maggiore autonomia per l’Emilia-Romagna – commenta la capogruppo Raffaella Sensolidimostra, come abbiamo sempre sostenuto, che l’unico obiettivo di Bonaccini era quello di fare la figura del primo della classe. Adesso, visto che si tratta di una dichiarazione di intenti e non di certo di un traguardo raggiunto, aspettiamo di vedere e analizzare il testo dell’accordo per poterlo valutare nel merito. Nel frattempo l’entusiasmo di Bonaccini per aver anticipato addirittura di 4 giorni il referendum di Lombardia e Veneto è sostanzialmente ridicolo”. “Adesso che Bonaccini ha raggiunto il suo obiettivo, ovvero quello di avere qualche titolo di giornale che gli riconoscerà di essere arrivato prima degli altri, il nostro sospetto è che da lunedì il tema dell’autonomia venga messo in naftalina e poi pian piano dimenticato. Ecco perché – conclude Raffaella Sensoli – oltre alla politica degli annunci bisognerebbe fare dei provvedimenti concreti. E il primo potrebbe essere quello di utilizzare la maggiore autonomia eventualmente ottenuta per mantenere in vita i punti nascita che questa Giunta ha voluto chiudere, investendo in sicurezza e senza correre il rischio di minori risorse dal Ministero come ha paventato ieri in aula l’assessore Venturi”.

Di tutt’altro avviso il segretario regionale del Pd Paolo Calvano: “Con la firma di oggi, parte il percorso che ci porterà ad avere una Regione sempre più forte e competitiva”. “E’ una giornata importante per la nostra Regione – prosegue Calvano – perché si è riconosciuto il lavoro fatto in questi mesi dal Presidente Bonaccini, dalla Giunta e dall’Assemblea regionale. Un lavoro attento, fatto di confronto, di condivisione e di dialogo. È la dimostrazione che anche in questo campo abbiamo dimostrato di poter essere la Regione capofila in Italia perché siamo arrivati prima di altre che hanno deciso di trascinare i propri cittadini in un referendum che costerà milioni di euro pur essendo del tutto inutile”. “Ora l’iter proseguirà – conclude Calvano – la strada da percorrere non sarà breve ma dopo il semaforo verde di oggi, si parte”.

Pieno sostegno all’azione della Regione è arrivato anche da oltre duecento amministratori del PD dell’Emilia-Romagna che si sono riuniti in assemblea ieri sera a Faenza. Durante l’incontro è stato anticipato che il documento che verrà presentato e discusso nel corso della Conferenza Programmatica del PD che si svolgerà a Napoli dal 27 al 29 ottobre, presenterà la via emiliano-romagnola all’autonomia come un modello nazionale a cui fare riferimento.

I dati diffusi oggi da Unioncamere rivedono al rialzo la stima dell’aumento del Pil in Emilia Romagna attestata attorno al +1,7%, più alta di quella nazionale (+1,4%)” spiega il presidente Confcooperative Emilia Romagna Francesco Milza  “Con una maggiore autonomia amministrativa e legislativa, anche in termini di sburocratizzazione e rapidità dei processi decisionali, la nostra Regione può davvero diventare la locomotiva del Paese”.


Il testo della Dichiarazione di intenti firmata dai presidenti Gentiloni e Bonaccini.

“A seguito della risoluzione adottata il 3 ottobre dal Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna, al fine di ottenere forme e condizioni particolari di autonomia, il Governo e la Giunta regionale intendono dare corso a tale proposito. Quanto al Governo, anzitutto mediante i necessari approfondimenti con tutti i Ministeri interessati, tenendo conto delle possibilità e dei limiti stabiliti dalla Costituzione.
Come è noto, l’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, prevede al riguardo un procedimento complesso: il primo passo è già stato compiuto, perché si è manifestata una volontà univoca, da parte della Regione, nella sua assemblea elettiva, diretta a tale scopo.
Le materie interessate saranno oggetto di ogni necessaria valutazione, da compiere anche in forma bilaterale, in modo da perseguire un esito positivo sia per la Regione sia per l’ordinamento repubblicano sia, soprattutto, nell’interesse del Paese”.

Andrea Polazzi

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