25 November 2017

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Salvataggio Carim, partito il conto alla rovescia. Novità dal Sole24Ore

EconomiaRimini

13 settembre 2017, 11:32

Esuberi Carim, raggiunto accordo: 96 entro il 2023

in foto: la sede Carim

Si avvicina il giorno della verità per Carim, il cui destino è legato a quello delle Casse di San Miniato e Cesena. Nell’ultima offerta condizionata di Cariparma – Credit Agricole veniva allungata l’esclusiva al 15 settembre, esattamente tra due giorni. Ago della bilancia la pulizia degli Npl delle tre casse (oltre 3 miliardi di euro, 900 milioni per Carim). In agosto erano emerse però difficoltà da parte di Quaestio SGR, il gestore di Atlante 2 che dovrebbe sottoscrivere parte delle quote derivanti dalla cartolarizzazione dei crediti deteriorati delle tre casse in crisi. A mancare circa 200 milioni per la tranche mezzanina. Dalle pagine di oggi del Sole 24 Ore arrivano però spiragli positivi per l’operazione. A scendere in campo dovrebbero essere Intesa, UniCredit, Agricole Italia, doBank e l’asse Sga-Cdp-Poste. Il quotidiano economico spiega che lo schema definito tra lunedì e martedì nell’ambito di un negoziato condotto da Bankitalia e Tesoro vedrebbe un rifinanziamento da 280 milioni di Atlante 2 a carico appunto di Intesa Sanpaolo e UniCredit (40 milioni a testa), più altri 30 da Agricole Italia-Cariparma e da doBank. Altri 140 milioni sarebbero invece a carico di Sga e per la parte rimanente di Poste o Cassa depositi e prestiti.
Atlante 2 in cassa ha già 200 milioni mentre altri 100 dovrebbero arrivare da Fonspa, banca specializzata nella gestione di Npl. In totale si arriverebbe alla cifra sufficiente ad acquistare l’intera tranche mezzanina (quella a rischio più elevato). Quella junior, da 213 milioni, sarà a carico del Fondo interbancario mentre per la senior si punta alla costituzione di un pool di banche che garantiscano un prestito in attesa che i titoli finiscano sul mercato.
Se le cifre sono ancora in divenire, quello che appare invece chiaro, come più volte rilevato in questi mesi dagli addetti ai lavori, è che l’alternativa al salvataggio (vale a dire la liquidazione delle tre Casse) sia troppo rischiosa per il sistema bancario italiano che sta ricominciando proprio ora a respirare dopo la risoluzione delle recenti gravi crisi. In questa ottica si può leggere la discesa in campo di grandi gruppi come UniCredit e Intesa Sanpaolo. Per sapere se la soluzione sarà quella attesa, ormai c’è ancora poco da aspettare: la banca guidata da Giampiero Maioli è intenzionata a chiudere la partita al massimo entro fine mese. L’offerta per rilevare Rimini, San Miniato e Cesena è nota, 130 milioni di euro una volta ripulite le casse dai crediti deteriorati. Manca solo la formalizzazione. Il conto alla rovescia è partito.

Andrea Polazzi

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