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Goletta Verde: foce Marano fortemente inquinata. Tosi: nello stesso giorno controllo ok di Arpae e Ausl

AmbienteMisanoRiccioneRimini

5 agosto 2017, 12:06

in foto: prelievi al torrente Marano

Se da una parte le scarse piogge hanno contribuito a mantenere elevata la qualità delle acque del mare Adriatico, dall’altra però si rileva per il sesto anno consecutivo una grave criticità sul torrente Marano a Riccione. E’ quello che emerge dal monitoraggio di Goletta Verde lungo le coste dell’Emilia Romagna. Alla foce del Marano i tecnici di Legambiente hanno effettuato un prelievo giudicato “fortemente inquinato”, nonostante una condizione meteo complessivamente favorevole: infatti storicamente in Emilia Romagna la presenza di scarichi inquinanti che giungono fino al mare si riscontrano essenzialmente dopo eventi di forte pioggia.
I prelievi e le analisi di Goletta Verde, i cui risultati sono stati presentati in conferenza stampa a Cesenatico, sono stati eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente il 31 luglio. I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e sono considerati come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori.

I risultati in provincia di Rimini e l’allarme Marano

Per quanto riguarda il riminese, giudizio positivo alla spiaggia presso foce fosso Pedrera Grande, in località Torre Pedrera: il canale, che negli anni passati aveva registrato ripetuti superamenti dei limiti, ha subito una deviazione che porta le acque oltre i pennelli frangiflutti, in attesa che finiscano i lavori di sistemazione della rete fognaria nella città di Rimini. Campionamenti in regola anche presso foce torrente Ausa a Rimini e Rio Agina a Misano Adriatico. “Fortemente inquinata” (cioè con valori doppi al consentito) invece la foce del Torrente Marrano a Riccione.
Quell’unico punto critico denunciato ormai da 6 anni, presso la foce del torrente Marano a Riccione – sottolinea Lorenzo Frattini, presidente di Legambiente Emilia-Romagna necessita con urgenza di controlli seri e approfonditi. È scaduto il tempo per rimandare ancora l’avvio di azioni concrete utili a comprendere e a rimuovere le cause di inquinamento che, anno dopo anno, continuano a giungere in mare dagli stessi bacini idrici. Ora basta, a fronte dell’assenza di un chiaro segnale da parte dell’istituzioni così come di un’azione di responsabilità, siamo pronti a fare un esposto per chiarirne le ragioni”.

Il commento del sindaco di Riccione Renata Tosi

Appresa la notizia, il sindaco di Riccione Renata Tosi ha commentato su Facebook ringraziando per il controllo delle acque fluviali ma ponendo anche l’accento sul fatto che nel medesimo giorno del monitoraggio di Legambiente (il 31 luglio) il controllo ufficiale effettuato da Arpae e Ausl sulle acque di balneazione “era ed è PERFETTO!!! – scrive.

Qualche ora più tardi la nota ufficiale dell’amministrazione. “In merito ai controlli che anche quest’anno Goletta Verde ha compiuto nell’ambito del monitoraggio effettuato lungo la costa dal laboratorio mobile di Legambiente rilevando valori difformi, nella giornata del 31 luglio, rispetto ai limiti consentiti alla foce del torrente Marano, l’Amministrazione oltre ad apprezzare i costanti controlli effettuati dalla stessa sul bacino fluviale del territorio comunale, rende noto l’impegno già avviato di risanamento del torrente. Un impegno per il quale l’amministrazione chiederà anche un contributo alla Regione sollecitando interventi di risanamento dell’asta fluviale. Si ricordano al contempo i recenti sopralluoghi eseguiti ​, ​sia lungo il Marano che sul Rio Melo​,​ con l’obiettivo di individuare l’eventuale presenza di scarichi impropri. I monitoraggi proseguiranno al fine di non abbassare la guardia su un tema così delicato e importante come la qualità delle acque. Per quanto riguarda la balneazione, preme sottolineare che il 31 luglio, dai campionamenti effettuati e analizzati dagli organi preposti, Arpae e Ausl, sono risultati idonee alla balneazione tutte le acque del litorale di Riccione, comprese quelle adiacenti alla foce del Marano.
L’Amministrazione è tuttavia consapevole che ogni eventuale criticità, e per questo concorda con Legambiente, vada indagata e ricercata anche nel sistema depurativo. Nulla sarà lasciato al caso, la salute pubblica e la qualità del mare rimangono una priorità per l’Amministrazione. Si ribadisce infine la volontà di verificare e lavorare con tutti gli organi competenti per fare chiarezza, dove necessario, in modo tale da salvaguardare la qualità del mare e intervenire sullo stato di salute dei fiumi. La stagione turistica, complice il bel tempo e un mare, che da anni non presentava delle acque così limpide e pulite, è di primaria importanza per la città di Riccione.”

I RISULTATI DELLE ANALISI DI GOLETTA VERDE DEL MARE IN EMILIA ROMAGNA (prelievi 31-7-17)

 

PR COMUNE LOCALITÀ PUNTO GIUDIZIO
FE Comacchio Lido degli Estensi Foce canale Logonovo Entro i limiti
RA Ravenna Spiaggia sinistra presso foce Lamone Entro i limiti
RA Cervia Lido di Savio Foce Canale Cupa Nuovo Entro i limiti
RA Cervia Milano Marittima Spiaggia presso Canalino Milano Marittima Entro i limiti
RA Cervia Foce Porto Canale Entro i limiti
FC Gatteo Gatteo a mare Spiaggia a nord della foce del fiume Rubicone Entro i limiti
RN Bellaria-Igea Marina Igea Marina Spiaggia a sud foce fiume Uso Entro i limiti
RN Rimini Torre Pedrera Spiaggia presso foce fosso Pedrera Grande Entro i limiti
RN Rimini Spiaggia presso foce torrente Ausa Entro i limiti
RN Riccione Foce Torrente Marano Fortemente inquinato
RN Misano Adriatico Foce Rio Agina Entro i limiti

Prosegue la cementificazione

Al centro della conferenza stampa di Goletta Verde anche gli altri rischi che gravano sulla costa. In primis quello relativo al cemento che incombe sulle ultime aree libere: in Emilia Romagna il litorale è urbanizzato per il 58% pari ad 82 chilometri di costa cementificati su 141 totali, e 7.000 metri litoranei perduti in 23 anni. E il boom del cemento, dicono gli ambientalisti, non accenna a diminuire. Legambiente denuncia la variante al Piano Regolatore di Comacchio che in aree di pregio e preparco andrà a urbanizzare circa 200 ettari in zone attualmente libere. Ma anche nell’immediato interno la corsa alla speculazione non si ferma: nel comune costiero di Gatteo è infatti prevista la trasformazione di 60 ettari di nuove aree libere in zone produttive di cui più della metà per imprese a potenziali impatti negativi sul vicino abitato.

Bagnanti non informati: manca la cartellonistica

Legambiente punta poi contro la scarsa informazione ai bagnanti con la cartellonistica in spiaggia che viene definita praticamente inesistente in Emilia Romagna, nonostante sia obbligatoria da tre anni per i comuni costieri: soltanto in uno degli undici punti campionati, i tecnici di Goletta Verde hanno avvistato i cartelli informativi previsti dalla normativa, che hanno la funzione di divulgare al pubblico la classe di qualità del mare (in base alla media dei prelievi degli ultimi 4 anni), i dati delle ultime analisi e le eventuali criticità della spiaggia stessa. Anche quelli di divieto di balneazione sono merce rara: solo in cinque casi rispetto ai dieci dove non vengono eseguiti campionamenti da parte delle autorità competenti, era presente il cartello per informare i bagnanti. Risultato: in alcuni punti giudicati critici dai tecnici di Goletta Verde è stata registrata la presenza di bagnanti, soprattutto bambini, nel punto preso in esame o nelle immediate prossimità dello stesso.

Problema depurazione e scarichi

Nel ribadire che il nostro monitoraggio non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, ma punta a scovare le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi regionali per porre rimedio all’inquinamento dei nostri mari – dichiara Katiuscia Eroe, Portavoce di Goletta Verdepossiamo affermare a gran voce che, a fronte di scarichi mal depurati, oggi disponiamo dei nuovi strumenti repressivi previsti dalla Legge 68 del 2015 sugli Ecoreati. Quindi, a fronte di eventuali scarichi illeciti, gli organi competenti hanno margini di intervento per poter indagare sui fattori che compromettono lo stato di salute di mare e fiumi”. 
In Italia circa il 25% delle acque di fognatura viene scaricato in mare, nei laghi e nei fiumi senza essere opportunamente depurato, nonostante siano passati oltre dieci anni dal termine ultimo che l’Unione Europea ci aveva imposto per mettere a norma i sistemi fognari e depurativi. Ritardi che si ripercuoto anche sulle tasche dei cittadini, visto che le inadempienze dell’Italia hanno portato a tre procedure di infrazione emanate dalla Commissione Europea nel 2004, nel 2009 e nel 2014; le prime due delle quali sono già sfociate in condanna. Per la procedura di infrazione 2004/2034 la sanzione prevista è di 62,7 milioni di euro, una tantum a cui si aggiungono 347 mila euro per ogni giorno (61 milioni di euro a semestre) sino a che non saranno sanate le irregolarità. Le criticità rispetto al sistema depurativo regionale si ritrovano anche nel quadro delineato dall’ultima procedura d’infrazione aperta dall’Unione Europea nei confronti dell’Italia che comprende anche 10 agglomerati urbani dell’Emilia Romagna.

Apprezzamento da parte di Legambiente per il lavoro avviato sulla rete fognaria e sui depuratori sulla costa del comune di Rimini per risolvere le criticità tante volte denunciate in passato.

Inquinamento da marine litter

Il 10% dei rifiuti presenti sulle spiagge italiane proviene, infatti, dagli scarichi dei nostri bagni. Rifiuti buttati nel wc che raggiungono il mare, anche a causa di sistemi di depurazione inefficienti, minacciando la fauna marina. Il 9% di questi rifiuti spiaggiati è costituito da bastoncini per la pulizia delle orecchie che vengono buttati nei wc. In Emilia Romagna, sulla Spiaggia Vascello d’oro a Comacchio e su quella alla foce dei Fiumi Uniti a Lido di Dante, su un’area monitorata pari a 5.600 metri quadri, sono trovati 524 rifiuti ogni 100 metri di spiaggia. Sebbene la presenza di rifiuti da mancata depurazione trovati sulle spiagge dell’Emilia Romagna sia inferiore, pari al 3%, rispetto alla media nazionale, è singolare che la maggior parte di essi siano costituiti prevalentemente da cotton fioc (in quasi il 95% dei casi), ovvero 3 ogni 10 metri (rispetto ai 4 ogni 10 metri, dato nazionale).

Anche quest’anno il Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati è main partner della campagna estiva di Legambiente. Il CONOU garantisce la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale. L’olio usato è un rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. Ma l’olio usato è anche un’importante risorsa perché può essere rigenerato tornando a nuova vita in un’ottica di economia circolare: il 95% dell’olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazione per la produzione di nuove basi lubrificanti, un dato che fa dell’Italia il Paese leader in Europa. In Emilia-Romagna nel 2016, il Consorzio ha raccolto 17.565 tonnellate di oli usati.

Andrea Polazzi

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