18 August 2017

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Rapporto economia: luci e ombre nel 2016.

in foto: foto Gallini

Oggi alle 16.30 all’Aula magna del Campus di Rimini in via Angherà è in programma la presentazione pubblica del Rapporto sull’Economia Romagna – Forlì-Cesena e Rimini Anno 2016 e scenari”. Questa mattina l’anticipazione dei principali dati alla stampa.

In sofferenza i settori tradizionali (come agricoltura, costruzioni e piccolo commercio), bene il manifatturiero e il turismo. Il rapporto sull’economia riminese fotografa un 2016 tra alti e bassi. Il tasso di disoccupazione si attesta al 9,1% (in calo ma ancora più alto di quello regionale del 6,9%); diminuiscono le ore di cassa integrazione del 46,2%, flessione legata però al fatto che in molte aziende si è esaurita la possibilità di accesso e sono scattati i licenziamenti.

foto GalliniIl tessuto economico riminese si conferma peculiare: 42.911 imprese attive, una ogni 7,9 abitanti (il dato più elevato in regione) ma, benché aumentino le società di capitali, il 93% ha meno di 10 dipendenti. Tra i dati positivi si segnalano le 80 Start Up innovative (+126%), la crescita del 12,3% dell’export (record in regione), le buone performance del turismo (arrivi e presenze in aumento) e della manifattura. Quest’ultimo settore vede stabile il numero di imprese ma una crescita di produzione (+2,4%, fatturato (+2,3) e ordini (+1,6).

Prosegue invece la crisi dell’edilizia con un calo di società attive (-1,8%) e di addetti. Unica nota positiva la crescita del volume d’affari (+0,7%) legata alla ripresa delle compravendite. Non sorride neppure il commercio che sconta ancora la crisi dei consumi (-1,8% per le vendite, superiore al -0,6 regionale). Diminuiscono imprese e produzione lorda vendibile anche nell’agricoltura che ha visto in 10 anni il valore calare del 20%. In termini di ricchezza prodotta la provincia di Rimini si conferma tra i fanalini di coda in regione dove, con un valore aggiunto pro capite di 26.270 euro, riesce a lasciare indietro solo Ferrara (è però 28esima in Italia). Non se la passa bene neppure il settore del credito. Da un lato aumentano i depositi, con una media per abitante di 25.179 euro (+5,6%) dall’altro calano mutui e finanziamenti (-3,9%) e in particolare quelli verso le imprese (-6,2%). Rubinetti chiusi per le costruzioni (-20,5%) e i servizi (-5,9%), l’industria gode invece di un incremento di impieghi del 2,2%. A preoccupare è il rapporto tra sofferenze e impieghi totali che si attesta al 16,66% contro il 12 della Regione e il 10 italiano. Prima della crisi si aggirava sul 2/3%.


 

La nota stampa

La Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini ha presentato oggi il Rapporto foto Gallinisull’Economia, il documento che delinea l’andamento economico 2016, che quest’anno si è allargato all’analisi dei dati e delle prospettive per lo sviluppo del territorio “Romagna – Forlì-Cesena e Rimini”, circoscrizione di competenza della nuova Camera.

La presentazione, realizzata anche con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, è stata aperta da Fabrizio Moretti, Presidente della Camera di commercio, con un approfondimento sulle dinamiche territoriali e le strategie per la ripresa, lo sviluppo e l’innovazione dell’economia nel sistema Romagna.

La circoscrizione territoriale della nuova Camera, nata dall’accorpamento delle preesistenti Camere di Forlì-Cesena e di Rimini, ha una superficie di oltre 3.240 kmq, 55 Comuni, più di 730.000 abitanti, quasi 100.000 imprese e un valore aggiunto totale di oltre 19,5 miliardi di euro.
Numeri che delineano una realtà imprenditoriale articolata e intraprendente caratterizzata da importanti specializzazioni e filiere sulle quali è possibile sviluppare progettualità specifiche: un mix produttivo composito nel quale alla rilevanza di un solido posizionamento nel settore primario (agricoltura e pesca) e secondario (manifattura) si affianca il ruolo di grande rilievo del terziario tradizionale (commercio, turismo) e di quello sempre più promettente del terziario avanzato e dei “grandi servizi” (cultura, università, sanità…).
Il territorio è dinamico anche sui temi strategici dell’internazionalizzazione, dell’innovazione, della responsabilità sociale e dello sviluppo sostenibile.
La cifra distintiva del tessuto imprenditoriale è rappresentata dalla ricchezza delle opportunità e dalla presenza di aree innovative; un patrimonio che gli imprenditori romagnoli hanno saputo creare con il loro impegno e la loro determinazione all’interno di sistemi territoriali virtuosi.
La realtà sociale ed economica è caratterizzata da attrattività, dinamismo e i dati strutturali dell’anno appena trascorso evidenziano che, nonostante le incertezze che caratterizzano lo scenario generale e alcune criticità irrisolte, il sistema produttivo territoriale è forte e determinato e sta proseguendo la sua risalita realizzando performance sempre più diffusamente positive.

“Valorizzare questa importante realtà, contribuendo a risolverne le criticità e investendo sui punti di forza – ha dichiarato Fabrizio Moretti -, rappresenta una grande sfida ma anche una grande opportunità e la Camera di commercio della Romagna Forlì-Cesena e Rimini vuole essere un attore e uno strumento fondamentale per realizzare un ecosistema economico e sociale sempre più attrattivo, competitivo e innovativo. La Camera rappresenta quindi una grande occasione di “rigenerazione” del nostro modello di sviluppo e con l’impegno di tutti saprà fornire al tessuto imprenditoriale dei nostri territori il supporto necessario ad affrontare la complessità e le incertezze del contesto generale e saprà essere un esempio positivo per le altre Camere che in Regione dovranno intraprendere questo percorso.
Va, inoltre, riconosciuto l’importante lavoro di analisi che in Italia le Camere di Commercio svolgono, realizzando degli Osservatori economici che sono strumenti fondamentali per la conoscenza delle diverse realtà territoriali, soprattutto nella società attuale in cui “i sistemi informativi sono diventati fattori distintivi di competitività”. La nostra Camera, in particolare – ha concluso Moretti – eredita una tradizione dalle due Camere accorpate di forte impegno nella realizzazione di sistemi informativi, articolati e innovativi, per la comprensione del contesto e degli scenari, la pianificazione di nuove iniziative e la valutazione dei loro effetti.

All’intervento del Presidente Moretti sono seguiti: l’approfondimento di Guido Caselli, Responsabile Centro Studi Unioncamere Emilia-Romagna sugli “Scenari per lo sviluppo territoriale” e la tavola rotonda “Quali leve per lo sviluppo dell’economia di Rimini e della Romagna”, moderata da Cesare Trevisani, alla quale hanno partecipato: Sergio Brasini, Coordinatore Campus di Rimini, Eugenia Rossi di Schio, Assessore all’Innovazione Digitale, Ricerca e Sviluppo, Servizi Civici del Comune di Rimini, Bruno Bernabei, Presidente Food in Tour, Francesco Rinaldi, Responsabile Gruppo Ubisol.
Ha concluso l’incontro Emma Petitti, Assessore al bilancio, riordino istituzionale, risorse umane e pari opportunità della Regione Emilia-Romagna.

Rapporto sull’economia 2016 – Rimini: i principali indicatori in sintesi

In base ai dati demografici riferiti al 31/12/2016 e resi disponibili dalle Amministrazioni Comunali, la popolazione residente della provincia di Rimini risulta pari a 337.927 abitanti, con un aumento del +3,0 per mille rispetto al 2015. Il saldo demografico, inteso come differenza tra movimenti in entrata (nati + immigrati) e movimenti in uscita (morti + emigrati), risulta quindi positivo (+1.029 persone). In calo invece la popolazione straniera: 36.365 residenti (-1,2%).
Nel 2016 il livello del tasso di occupazione (15-64 anni) provinciale (62,9%) è inferiore al dato medio regionale (68,4%) e superiore a quello nazionale (57,2%). Il tasso di disoccupazione provinciale (15 anni e oltre) è risultato pari a 9,1% (in miglioramento rispetto al 9,5% del 2015), peggiore del dato regionale (6,9%) ma migliore del dato nazionale (11,7%). Le ore di Cassa Integrazione Guadagni (CIG) autorizzate nel 2016 ammontano a 4,2 milioni, in flessione del 46,2% rispetto al 2015; la CIG straordinaria (62,8% sul totale) cala del -53,5%, unitamente a quella in deroga (-51,5%), mentre aumenta quella ordinaria (+39,4%). La flessione delle ore autorizzate riflette il graduale esaurimento della disponibilità delle stesse, che ha portato a cessazioni definitive di rapporti di lavoro.
La stima del valore aggiunto totale prodotto nel 2015 è pari a 8,8 miliardi di euro. I “servizi” incidono per i 4/5 del totale (80,9%), l’industria manifatturiera per il 13,9%, le costruzioni per il 4,2% e l’agricoltura per l’1,0%. L’incidenza del settore dei servizi è superiore al peso degli stessi in ambito regionale e nazionale, coerentemente con il ruolo svolto e l’importanza assunta da questo comparto in provincia di Rimini. Il valore aggiunto pro capite (stimato per il 2015) è pari a 26.270 euro, inferiore al dato regionale (29.554 euro) e superiore al dato nazionale (24.107 euro).
Al 31/12/2016 si contano 42.911 localizzazioni attive (intese come sedi di impresa e unità locali): +0,2% rispetto al medesimo periodo del 2015 (-0,2% Emilia-Romagna, +0,4% Italia); il rapporto fra abitanti e localizzazioni attive è pari a una localizzazione ogni 7,9 abitanti (8,9 in regione e 9,7 a livello nazionale). Crescono le localizzazioni del settore “Alloggio e ristorazione” (+2,5%), stabili quelle del “Commercio” e “Manifattura” (-0,1%), calano “Edilizia” (-1,8%) e “Agricoltura” (-1,5%). In aumento le società di capitale (+3,3%) e le imprese condotte sia da donne (+0,2%) sia da stranieri (+3,1%). Il 93% delle imprese ha meno di 10 addetti; la composizione per classi di addetti rimane sostanzialmente invariata nel medio periodo. Le imprese artigiane attive al 31/12/2016 risultano 10.702 (-1,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). Le start-up innovative (al 06/03/17) con sede in provincia di Rimini sono 80, pari al 10,6% del totale regionale, in forte crescita annua (+126%).
In agricoltura continua il calo generalizzato del numero delle sedi e unità locali attive (2.470, -1,5% rispetto al 2015). La Produzione Lorda Vendibile (PLV) provinciale stimata per il 2016 risulta pari a 94,7 milioni di euro, con una flessione complessiva del 9,2% rispetto all’anno precedente. In calo la PLV del comparto delle coltivazioni erbacee (-12,3%), per effetto della contrazione dei prezzi medi; buona invece la performance della PLV del comparto frutticolo, e in generale delle colture arboree (+4,6%), dovuta alla crescita dei relativi prezzi medi. In calo la PLV del comparto zootecnico (-7,9%), causa riduzione dei prezzi medi del pollo da carne e uova e delle quantità di carne suina prodotta.
L’industria manifatturiera consta di 3.328 sedi e unità locali attive (-0,1% rispetto al 2015); l’indagine congiunturale, nel 2016 (in media annua), mostra dinamiche nel complesso positive: produzione (+2,4% sul 2015), fatturato (+2,3%) e ordini (+1,6%). Gli incrementi si registrano in tutti i trimestri dell’anno e sono superiori ai rispettivi dati medi regionali.
Andamento ancora negativo invece per l’edilizia, dove continua la diminuzione di sedi e unità locali attive (5.394, -1,8% rispetto al 2015) e nella quale è in diminuzione anche l’occupazione; nota positiva è il volume d’affari in ripresa (+0,7%, +0,4% in regione).
Le sedi e unità locali attive del commercio sono 12.083 (stabili rispetto al 2015); continua però la crisi dei consumi, con una diminuzione delle vendite dell’1,8% (-0,6% in Emilia-Romagna). Il comparto è tuttora in una difficile fase caratterizzata dalle difficoltà per le piccolissime e piccole imprese (rapporti critici con la GDO), elevata pressione fiscale e il mancato recupero delle relazioni con il sistema creditizio.
Nel periodo gennaio-dicembre 2016, le esportazioni provinciali sono state pari a 2,14 miliardi di euro e sono fortemente cresciute del 12,3% rispetto al 2015; l’incremento dell’export risulta nettamente superiore al dato regionale (+1,5%) e a quello nazionale (+1,2%). La performance delle esportazioni provinciali è stata trainata dai principali prodotti manifatturieri: tessile-abbigliamento (+5,8%), macchinari (+16,2%), mezzi di trasporto (+63,4%, in particolare navi e imbarcazioni) e prodotti in metallo (+15,2%). Le principali aree di destinazione dell’export sono: l’Unione Europea (51,0% del totale), l’America Settentrionale (12,1%, soprattutto gli Stati Uniti) e l’Europa extra UE (11,1%). In aumento anche le importazioni provinciali (+4,8%) che rappresentano, in parte, un input al sistema produttivo locale.
I dati provvisori relativi al movimento turistico 2016 vedono per la provincia di Rimini un incremento annuo sia degli arrivi che delle presenze: +3,1% per ciò che riguarda gli arrivi (+2,4% gli arrivi italiani, +6,0% gli arrivi esteri) e +1,6% per ciò che concerne le presenze (+1,0% le presenze italiane, +3,8% le presenze estere). Crescono le presenze sia nelle località balneari che nelle località dell’entroterra. In aumento anche il movimento congressuale (incontri: +7,1%, partecipanti: +7,5%) e fieristico (visitatori: +2,2%, espositori: +7,5%).
Sostanzialmente invariata la situazione nel settore Trasporti (1.300 localizzazioni attive, +0,1%) mentre vi è una contrazione nella specifica classe del “Trasporto merci su strada” (-0,6%). In miglioramento la situazione del traffico aereo: i dati relativi al periodo aprile-dicembre 2016 (gli unici confrontabili, causa chiusura dell’infrastruttura nei primi tre mesi del 2015) mostrano infatti, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un deciso incremento degli arrivi (+44,4%), soprattutto di nazionalità russa.
Riguardo al credito, prosegue il ridimensionamento strutturale del settore: -2,6% sportelli bancari (la densità degli sportelli si conferma però ancora superiore rispetto agli altri livelli territoriali: 79 ogni 100.000 abitanti per Rimini, 69 per Emilia-Romagna, 48 per Italia). I depositi sono risultati in aumento del 5,6% rispetto alla situazione di un anno prima (Emilia-Romagna +6,3% e Italia +4,9%); i depositi per abitante sono pari a 25.179 euro (valore superiore al dato nazionale ma inferiore a quello regionale). Gli impieghi vivi (finanziamenti erogati alla clientela residente al netto delle sofferenze) sono diminuiti tendenzialmente del 3,9% (Emilia-Romagna -3,9%, Italia -1,3%); maggiore flessione hanno caratterizzato gli impieghi vivi alle imprese (-6,2%), soprattutto quelli rivolti al settore edile (-20,5%). Critico il rapporto sofferenze impieghi (16,86%, superiore al dato regionale e nazionale).
Positivo il trend dei Servizi alle imprese (2.283 localizzazioni attive, +4,7% rispetto al 2015), settore eterogeneo in cui all’interno spicca la classe “attività professionali, scientifiche e tecniche” (61,3%); altrettanto positivo l’andamento del settore ICT, inteso come servizi informatici e telecomunicazioni (679 localizzazioni attive, +2,5%), in cui prevale la classe “elaborazione dati, hosting e attività connesse” (51,7%).
Per la cooperazione le imprese attive sono 311, in flessione del 3,7% rispetto al 2015. Gli effetti della crisi si sono manifestati anche in questo settore che però ha continuato a far leva sullo spirito solidaristico; è proseguita la strategia di difesa dei livelli occupazionali. Le 73 cooperative sociali (anch’esse in calo), pur attraversando una fase di difficoltà rappresentano un punto di riferimento per il welfare locale insieme a molte altre organizzazioni non profit.
Le previsioni Prometeia relative al valore aggiunto prodotto in provincia di Rimini, nel 2016 stimano una crescita dell’1,3%, con un trend sostanzialmente costante per il 2017 (+1,0%) e il 2018 (+1,2%).

Redazione Newsrimini

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