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Aggredita con acido, le dichiarazioni. Il Comune sosterrà vittima

attualitàRimini

11 gennaio 2017, 16:19

Aggredita con acido, la dichiarazione dei vicesindaco. Comune sosterrà vittima

in foto: gli agenti sul posto

Il Comune di Rimini si attiverà per dare sostegno alla ragazza colpita nella notte con l’acido. In attesa di certezze da parte degli inquirenti, il vicesindaco di Rimini Gloria Lisi propone una riflessione sulla vicenda ricordando anche le tante realtà che si adoperano per la prevenzione e il contrasto alla violenza sulle donne. Il deputato riminese del PD, Tiziano Arlotti, membro dell’Integruppo parlamentare contro la violenza di genere, sottolinea la necessità di superare la cultura del dominio da parte dell’uomo.Anche la CGIL Rimini ricorda la presenza di tanti che si impegnano, ma chiede un confronto con le Istituzioni perché il coinvolgimento sia più efficace.


La dichiarazione del vicesindaco Gloria Lisi

“La cronaca riporta come la notte scorsa sia accaduto un nuovo fatto drammatico nei confronti di una donna, aggredita brutalmente con acido gettatole in viso. Le notizie non sono ancora definitive ma le indagini degli investigatori pare si stiano orientando verso le responsabilità dell’ex compagno.

In attesa dei rilievi da parte di chi indaga sul terribile episodio, quello che è già evidente è il perpetuarsi di una violenza che drammaticamente abbiamo imparato a conoscere perché corre ogni giorno lungo l’intero Paese; la violenza cioè che vuole umiliare, ferire e lasciare addosso alla donna i segni della sottomissione. E questo succede anche a Rimini. Nei confronti di una ragazza che, ripeto, a quanto emerge in queste ore, era già stata vittima nel recente passo di maltrattamenti, segnalati all’autorità giudiziaria. Sta emergendo quindi una storia di uomini che perpetuano l’ antico dispositivo di dominio che ha retto il rapporto di coppia da secoli e quindi credono di avere il diritto di trattare la donna come vogliono, contrastare i percorsi di autonomia, libertà, o semplicemente il libero desiderio. Con violenza psicologica e fisica, fino agli esiti più tragici.

Di fronte all’ orrore, ci piace pensare che le donne non restino prigioniere di un’ idea dell’ amore che non deve esistere, quello caratterizzato dal possesso. Si liberino, escano da una dimensione ideale, la coppia, che quando non funziona diviene solo luogo di disagio. È questo il meccanismo vizioso dentro il quale si ritrovano tante donne vittime della violenza: prigioniere di un’idea dell’amore che, in realtà, non deve esistere. Noi crediamo che l’amore sia fatto di autonomia e di riconoscimento reciproco.

Il Comune di Rimini e il Centro Antiviolenza continueranno a lavorare affinché vi sia sempre una risposta rapida alla richiesta di sostegno immediato in un lavoro di rete con le altre istituzioni e l’ associazionismo del territorio su una violenza e su una crudeltà figlie di una cultura che va combattuta alla radice, in ogni ambito della vita sociale e famigliare.

Certo, in questi momenti è comune in noi e negli operatori che portano avanti ogni giorno questo lavoro di contrasto e sensibilizzazione perfino un senso di frustrazione. Si agisce a tutti i livelli con iniziative, campagne, ascolto, denunce, dalle scuole fino ai settori più avanzati della socialità e della vita comunitaria, ma vicende come questa continuano ad accadere, e non raramente. Ma dobbiamo andare avanti, con determinazione e consapevolezza del nostro ruolo e del compito che spetta a tutti, nessuno escluso.

Il Comune di Rimini si attiverà da subito anche con la Fondazione Vittime dei Reati per supportare la vittima.”.


La dichiarazione su Facebook di Tiziano Arlotti:

Ancora un atto terribile di violenza su una donna. Quanto successo a Gessica Notaro a Rimini, vicenda che si aggiunge a una sequela di casi di sopruso e violenza fino al femminicidio, accaduti anche recentemente nel nostro paese, mostra una volta di più che la situazione sta diventando insostenibile. Occorre contrastare la violenza sulle donne e punire questi reati con pene esemplari, ma soprattutto occorre lavorare sulla prevenzione. Questo significa impegnarsi tutti per un vero cambiamento culturale, a partire da noi uomini che in prima persona dobbiamo riconoscere la nostra responsabilità.
Come membro dell’Integruppo parlamentare contro la violenza di genere, sono convinto che una maschilità non violenta si debba e si possa realizzare, contrastando in tutti i contesti sociali e culturali i sentimenti di tolleranza e giustificazione dell’esibizione della forza violenta maschile. Le risposte di natura penale sono necessarie ma non sufficienti: vanno affiancate a progetti sociali e terapeutici. A tal proposito abbiamo promosso incontri con l’associazionismo maschile già sensibile sul tema.

 


L’intervento della CGIL di Rimini:

Ancora un corpo di donna straziato. Niente che si possa dire di più rispetto all’orrore tante volte descritto, allo sconvolgimento che procura lo scempio di un corpo e la mente di una donna torturata dalle sevizie di chi ha deciso di distruggere la sua libertà e la sua vita.

Ma anche nel caso della ragazza riminese sfregiata con l’acido da un uomo che conosceva ma che non voleva più vedere, il fatto non è avvenuto all’improvviso.
Le ultime notizie riportano che c’erano state denunce, c’era stato un ammonimento nei confronti dell’uomo da parte della Questura.

La violenza sulle donne però non è un reato come gli altri e anche se sono state fatte delle leggi specifiche e se è stato introdotto un inasprimento delle pene c’è da chiedersi: gli operatori hanno una formazione adeguata per valutare le situazioni di rischio? Le donne perseguitate e vittime di violenza fino a che punto sono sostenute prima che la situazione degeneri irreversibilmente? Quante risorse vengono stanziate per i centri di assistenza e antiviolenza? Come rendere effettivi, quando esistenti, i provvedimenti restrittivi nei confronti dei persecutori e dei soggetti violenti?
Sono domande concrete che ogni volta si ripropongono e restano senza risposta fino alla violenza successiva.

Ci rivolgiamo alle altre Organizzazioni Sindacali, alle associazioni impegnate su questo fronte per riprendere una discussione sulle iniziative che è possibile attuare, ognuno con le proprie competenze. A questo proposito riteniamo urgente e indispensabile un confronto con le Istituzioni a partire dal Prefetto. Da anni tante persone fuori e dentro le associazioni, sono impegnate, pur nella ristrettezza delle risorse, a fare il possibile, ma perchè questa violenza si arresti occorre di più e un maggiore coinvolgimento da parte di tutti.

Claudia Cicchetti Segr. CGIL Rimini


La dichiarazione dell’assessore regionale Emma Petitti (da Facebook):

Il mio pensiero va a Gessica. Le auguro di rimettersi presto e rialzarsi in piedi, più forte di prima. Per riprendere possesso della sua vita. È l’ennesima vittima di una relazione malata che di amore non ha nulla. Ieri è stata colpita lei ma siamo state ferite tutte. Ed è per questo che tutti noi dobbiamo fare di tutto affinché non accada più. Per Gessica e per tutte le altre.

 

Redazione Newsrimini

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