Le imprese verdi lanciano piano nazionale per l’occupazione giovanile

in foto: L'assemblea degli Stati Generali della Green Economy

Una risposta alla disoccupazione può venire dalla Green Economy. Si è parlato molto di lavoro nella due giorni, a Ecomondo, degli Stati Generali della Green Economy, cui partecipano 67 organizzazioni di impresa green, con il supporto tecnico della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. E si sono fatti anche calcoli precisi sull’impatto che l’economia verde ha avuto negli ultimi anni: più di 460.000 nuovi posti di lavoro da un programma di rafforzamento dell’efficienza energetica; 30.000 da una gestione più efficiente della raccolta differenziata; 190.000 nel solo 2013 per la realizzazione e gestione di impianti di fonti rinnovabili; migliaia nelle 49.709 aziende bio italiane e in un’attività che deve prendere ancora il via, il decommissioning delle centrali nucleari.

Nell’occasione è stata anche data voce alle aziende più innovative, che riescono a tutelare l’ambiente e a essere competitive sui mercati.
Il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, intervenuto al dibattito, ha sottolineato l’importanza di dare regole semplici alle imprese green.
Il Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile Edo Ronchi ha sottolineato come in Italia le imprese della green economy, abbiano un peso spesso sottovalutato, mentre il loro sviluppo può trainare la ripresa economica”.

Dagli Stati Generali della Green Economy viene anche una proposta per far fronte alla disoccupazione giovanile. Due le direttrici per sostenere l’occupazione: ridurre in maniera significativa per almeno tre anni il prelievo fiscale e contributivo per l’impiego dei giovani e il varo di un Piano Nazionale per lo sviluppo dell’occupazione giovanile. Quest’ultimo, in particolare, deve essere sostenuto da misure mirate alla formazione e qualificazione, con lo scopo di dare più forza al manifatturiero Made in Italy associato alla bellezza e alla qualità ecologica, con produzioni pulite.
Cinque le azioni individuate per attuare questo obiettivo: la revisione e la riallocazione in chiave di green economy e di ecoinnovazione degli incentivi distribuiti all’industria; un rafforzamento green delle principali filiere produttive (agroalimentare, energia, turismo chimica, tessile ecc); un programma di risanamento e riqualificazione ambientale degli impianti e delle produzioni ad alto impatto; il lancio di speciali iniziative nazionali di valorizzazione green del tessuto produttivo attraverso la produzione del Made Green in Italy; il sostegno alle start up di imprese giovanile della green economy.

www.statigenerali.org

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