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Caldaie: cambiano i controlli. Sicurezza al primo posto

AmbienteRimini

20 novembre 2014, 13:18

in foto: Regolare la temperatura in casa è importante per evitare gli sprechi

Il primo pensiero che scatta nella mente è sicuramente questo: aumentano burocrazia e controlli sull’impianto della caldaia? Possiamo stare tranquilli, la risposta è no. L’introduzione dall’ottobre scorso della nuova legge sulla conduzione e manutenzione di caldaie e condizionatori (il D.P.R. n.74/2013), non prevede nuovi controlli, ma quel che entra in gioco è un cambiamento davvero non di poco conto, perchè di fatto si punta a cambiare la visione generale.

Infatti il controllo della caldaia non è più solo un dovere nei confronti della sicurezza propria e della propria famiglia, ma un dovere sociale: perchè una caldaia e un condizionatore che funzionano bene inquinano meno l’aria che respiriamo tutti. Sì, perchè protagonista di questa rivoluzione è anche lui: il condizionatore, che da oggi deve entrare nel nuovo Libretto di Impianto di Climatizzazione, che viene compilato in occasione del primo intervento di manutenzione sull’impianto. Anche i dati ad esso relativi – come sin qui succedeva per la caldaia – confluiscono nel Catasto regionale degli impianti.

Le regole, si diceva, restano le stesse: da una parte, per la manutenzione e pulizia da parte di un tecnico dell’impianto si devono seguire le norme del costruttore, (ovvero generalmente ogni anno); dall’altra per il controllo dei rendimenti – e quindi anche dell’inquinamento – il controllo e’ ogni due o quattro anni (per le caldaie più nuove), in base a quanto stabilito dalla legge regionale in materia (la 156 del marzo 2008). Due analisi diverse, insomma: un po’ come per un’automobile, che deve fare la revisione alla motorizzazione, ma, per mantenere la garanzia, anche il tagliando dal concessionario.

Nel nuovo libretto verrà annotato anche il quantitativo di gas refrigerante immesso nei condizionatori , per controllarne poi le dispersioni in atmosfera: questo monitoraggio deve essere svolto da aziende certificate che si avvalgono di tecnici abilitati ad operare sui condizionatori.  Un’altra novità sta nel fatto che i controlli si estendono a tutti i sistemi legati al condizionamento come ad esempio i cogeneratori per le imprese o lo scambiatore per il teleriscaldamento. “L’intento del Catasto regionale degli impianti è creare un archivio di tutti i generatori di caldo e freddo per fare una valutazione di insieme ed evitare che ci siano persone con impianti inquinanti oltre che pericolosi” spiega Enrico Fantaguzzi, di Intervento Pronto Gruppo SGR. Per il gruppo riminese, che sul capoluogo e la provincia segue 15mila clienti per la manutenzione delle caldaie, l’applicazione della nuova normativa che punta ad una maggiore attenzione al tema dei consumi e dell’inquinamento, e’ un modo per consolidare una politica aziendale già orientata verso questa direzione.

I tecnici di SGR non si limitano al controllo, ma vanno alla ricerca del miglior rendimento possibile dell’impianto, che viene regolato in modo da consumare con intelligenza ogni metro cubo di gas. Un tema centrale – in tempi poi di crisi economica – quando arriva il periodo dell’anno in cui si devono accendere i riscaldamenti.
Il risparmio maggiore è quello che si ottiene coi comportamenti virtuosi” spiega Fantaguzzi. “Se è vero che la regolazione della temperatura in casa è un fatto personale, si deve però porre attenzione agli sprechi inutili”. Questo in concreto si traduce in alcune regole da seguire:

  •  controllare gli orari del termostato, per evitare di scaldare la casa quando non è necessario, regolando la temperatura nelle varie fasce orarie.
  • Regolare la temperatura di lavoro delle caldaie a condensazione (le uniche che saranno sul mercato dal prossimo anno): perchè diano il maggior risparmio devono stare sotto i 70 gradi.
  • Osservare la regola dei 20 gradi in casa, una temperatura giudicata ideale.

“In  generale – spiega Fantaguzzi – un utilizzo più responsabile dell’energia ci consente di risparmiare senza, necessariamente, penalizzare il nostro benessere. E’ possibile vivere in un ambiente confortevole semplicemente perché decidiamo di adottare alcune buone regole di comportamento, come quella di evitare gli sbalzi di temperatura tra interno ed esterno che danneggiano sia il nostro portafoglio che la nostra salute!.

Come dire: buona parte dei consumi, e quindi delle spese, in realtà sono imputabili più ai nostri eccessi che alle nostre vere necessità.

Redazione Speciale Energia

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