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Il sindaco Ravaioli bacchetta Buldrini (e Totti): basta con le parole in libertà

Rimini

11 luglio 2007, 17:09

in foto: Parole in libertà, pure troppa. Il sindaco Ravaioli risponde in modo netto e articolato alle dichiarazioni sull'abusivismo dell'assessore Vittorio Buldrini. Pubblichaimo l'intervento di Ravaioli:

Ho troppo rispetto per Vittorio Buldrini per non dirgli con franchezza che le dichiarazioni da lui ieri rilasciate in materia di abusivismo commerciale sono incomprensibili sotto ogni punto di vista.
Ritengo inaccettabili gli attacchi personali nei confronti di un collega di Giunta; non è così che si sta in squadra, non è così che ci si può comportare in questa compagine di governo. Il diritto di critica o la dialettica non hanno niente a che fare con l’offesa. Posso capire le difficoltà di Buldrini, Assessore entrato nell’esecutivo ad un anno dalla sua costituzione, ma ciò non legittima i giudizi gratuiti nei confronti di tutto e di tutti su un problema che è in ogni caso serio.
L’Amministrazione Comunale ha una posizione netta in materia di contrasto all’abusivismo commerciale ed è quella che sta portando avanti nel rispetto del mandato programmatico, ben conscia della dimensione del fenomeno. Che ha sicuramente addentellati sociali ma parimenti ha strette connessioni con problematiche di ordine pubblico ed è alimentato da un sottobosco della contraffazione a tutti gli effetti banca della criminalità. Basta leggersi le due pagine d’inchiesta pubblicate quest’oggi da ‘Il Sole 24 Ore’ per avere l’ennesima prova della vera e propria ‘industria dell’illegalità’ sorta intorno al commercio irregolare e di come le città stiano cercando di arginare – ognuna con modalità proprie- una questione che ha assolutamente bisogno di un intervento e di un coordinamento nazionale.
Le rappresentazioni folkloristiche e pauperistiche sono niente più che letteratura romantica: la realtà è un’altra, preoccupante, e va contrastata con misure legislative ad hoc, interventi di forte integrazione sociale, iniziative coordinate tra forze dell’ordine e enti pubblici per il contrasto alla sorgente e anche alla fonte.
Se non è lo Stato ad assumersi l’onere di questo, sono inevitabili le polemiche e le contrapposizioni ideologiche ad alimentare un’ampia area grigia che, in definitiva, giustifica culturalmente il fenomeno; esemplare in questo senso lo spot di una compagnia telefonica che gira in questi giorni sulle tivù nazionali. (lo spot Vodafone in cui Totti fa acquisti da un abusivo in spiaggia, ndr).

L’impressione è che tutti gli attori debbano fare un salto in avanti. Lo deve fare l’esecutivo nazionale, cominciando a programmare l’attività e gli organici di polizia secondo le esigenze peculiari dei territori. Lo deve fare il centrodestra che, attraverso i suoi esponenti locali, oggi dice di ‘prendere gli abusivi a calci nel sedere’ ma che quando è stato al Governo per cinque anni non solo non ha mosso un dito ma a Rimini ha diminuito i rinforzi estivi di polizia. Lo deve fare il centrosinistra e soprattutto la sinistra, perché legalità e sicurezza sono indubitabilmente valori di riferimento e obiettivi programmatici a tutti i livelli istituzionali. Mi spingo oltre: contrastare l’abusivismo commerciale è un’azione tipicamente e ideologicamente di sinistra perché tale fenomeno alimenta tutto ciò che viene considerato deleterio per una società migliore: sfruttamento, evasione fiscale, lavoro e affitti in nero, mancato rispetto di ogni diritto, squilibrio del mercato, tensioni sociali pericolose, criminalità organizzata. Tollerando o in qualche modo giustificando il problema si ha come unica conseguenza il definitivo allontanamento dei cittadini extracomunitari da ogni possibile integrazione.
Confermo quanto ho detto non più tardi di due settimane fa in Consiglio Comunale: il nostro obiettivo è di debellare il commercio irregolare in spiaggia. Lo faremo con una ricetta semplice: contrasto e investimenti sulle politiche dell’integrazione. Vittorio Buldrini sa bene che questa è l’Amministrazione che, in un lustro, ha raddoppiato gli stanziamenti per il settore sociale e sta attuando un programma di edilizia pubblica senza precedenti. Non siamo ‘i giustizieri della notte’; siamo quelli che tendono a una coesione della comunità basata su solidarietà, giustizia, rispetto delle regole.
Non mi piacciano queste parole in libertà che danno una descrizione forzata, caricaturale, ideologica di un lavoro comunque difficile. E dunque dico basta a questo vezzo parolaio fine a se stesso che crea confusione e non aiuta a capire. Questa Amministrazione Comunale le questioni personali le lascia fuori dalla porta.”

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