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La famiglia riminese che cambia nel report 2007

Provincia

15 giugno 2007, 16:22

in foto: Famiglie sempre più "piccole" in una provincia che, con l'immigrazione, demograficamente cresce a ritmi vertiginosi. La famiglia riminese che cambia nel report 2007 dell'osservatorio della Provincia, presentata oggi in un convegno.

Una popolazione in forte espansione demografica, il cui trend di crescita, ai ritmi attuali, potrebbe portare a sfondare il tetto dei 300 mila residenti in una provincia che continua a calamitare intensi flussi immigratori, sia italiani che stranieri.
Quella scattata dalla Provincia è una fotografia dalla quale emergono conferme e smentite di luoghi comuni. Si riduce il numero medio di figli per donna (pari ad 1,52, leggermente sopra alla media nazionale), cresce la quota di famiglie “anziane” (moglie con 65 anni e più) con figli, che oggi rappresentano l’8% del
totale (sette anni fa arrivavano al 6%), ma in cifre assolute hanno fatto un balzo del 36% in sette anni, passando da 2.384 a 3.237. Che le famiglie vivano in prevalenza in abitazioni di proprietà (73%).
Non mancano le smentite. Una, molto positiva, su tutte: che famiglia “unipersonale” sia sinonimo di solitudine ed abbandono. Incrociando i dati
raccolti dalla Provincia si scopre infatti che al crollo della famiglia “patriarcale” è corrisposta la nascita di una nuova realtà in cui il rapporto tra genitori e figli è cambiato, ma non è venuto meno. Una realtà che poggia
sulle relazioni affettive, sulla cosiddetta
“intimità a distanza”. Ed è proprio su questo punto che il presidente Ferdinando Fabbri ha voluto concentrare l’attenzione sottolineando come la solidità della rete familiare, che si
rafforza nel tempo, sia il fattore determinante della coesione sociale.
“L’unità ed il rafforzamento del tessuto sociale hanno potuto contare su una risorsa molto importante: le ‘badanti'”, ha aggiunto Fabbri, “Sono circa 4mila sul nostro territorio ed anche grazie al loro spesso essenziale apporto il sistema regge e le politiche pubbliche hanno incontrato meno difficoltà. A
queste figure va indirizzato il sostegno e l’iniziativa delle istituzioni locali”.
“La famiglia è cambiata”, ha affermato l’assessore Marcella Bondoni”, “ma continua a costituire il principale attore di ogni sistema di welfare.
Valorizzare la famiglia significa dare riconoscimento alle relazioni di cura che si realizzano all’interno delle reti familiari.
Fare politiche per la famiglia significa sostenere chi ha responsabilità verso altri, siano bambini da accudire o anziani che diventano sempre più fragili, favorire, attraverso la concertazione fra i diversi soggetti pubblici e privati, la costruzione di una rete a maglie larghe al cui interno organizzare varie tipologie di interventi flessibili ed efficaci, in grado di supportare la
famiglia nelle varie fasi della sua vita e nella sua complessità sociale.
La Provincia di Rimini è da tempo fortemente impegnata su questi temi, sia promuovendo progetti propri (prestiti agevolati alle giovani coppie, progetto sperimentale sul tema della genitorialità, progetto mediazione famigliare), sia cogliendo nuove opportunità offerte dalle direttive regionali, come i piani di zona o il piano sociale e sanitario”.
Una curiosità: le “coppie di fatto” nella provincia di Rimini sono 2.500 e
costituiscono il 4% del totale.

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