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Regolamento antenne telefonia: il Comune batte la Vodaphone

Riccione

3 febbraio 2005, 14:52

in foto: Alcuni giorni fa il Tar di Bologna con la sentenza n. 17/05 ha accolto le eccezioni presentate dal Comune di Riccione, tutelato dall’Avvocato Patrizia Mussoni, nei confronti dell’azienda Vodafone che aveva impugnato nel 2000 il Regolamento Comunale predisposto dal Comune rispetto al posizionamento delle antenne per la telefonia mobile.

Nell’occasione Vodafone aveva contestato il fatto che solo ed esclusivamente lo Stato poteva permettersi di porre delle regole rispetto a limiti e divieti.

Il TAR di Bologna nella sentenza – riferisce il Comune di Riccione – invece “ha pienamente accolto l’eccezione presentata dal Comune di Riccione, relativa alla tardività dell’impugnazione. Pertanto il Tribunale ha ritenuto non impugnabile la normativa comunale. Nell’occasione è stata inoltre respinta la richiesta per risarcimento danni presentata da Vodafone”.

Sulla base di tale sentenza, il Comune di Riccione procederà nei prossimi giorni all’annullamento in sede di autotutela del provvedimento per l’istallazione di un impianto in via dei Pini sostenendo la violazione della normativa comunale vigente, ritenuta appunto non impugnabile dal TAR. In attesa del primo grado di giudizio (sentenza n. 17.05), infatti, nel 2004 Vodafone aveva ulteriormente portato in giudizio l’Amministrazione di Riccione rispetto alla diffida del Comune stesso di istallare un impianto in via dei Pini poi istallato dalla stessa Vodafone. Attraverso il procedimento di autotutela, Vodafone sarà costretta a smantellare l’impianto.

La volontà dell’Amministrazione comunale – si legge in una nota – impedire l’installazione o l’operatività di tutti gli impianti che risultino violare lo spazio tutelato dal Regolamento, ossia i 200 mt dai siti sensibili

“La sentenza emessa dal TAR – commenta l’avvocato Patrizia Mussoni – accogliendo le eccezioni presentate dal Comune di Riccione, diviene ora un “precedente” a livello nazionale e può entrare nel novero delle decisioni a favore di tutte quelle amministrazioni che intendono tutelare, anche in modo più inciso rispetto alla normativa statale, i residenti dai rischi connessi all’inquinamento elettromagnetico”.

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