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Il racconto di Enzo Grassi: ‘Ormai le speranze di trovare Elvira sono minime’

CronacaRimini

4 gennaio 2005, 09:23

in foto: Dopo una settimana di ricerche senza esito, è tornato a Rimini dalla Thailandia, purtroppo da solo, il pubblicitazio 52enne Enzo Grassi. La sua compagna, l'avvocatessa Elvira Casadei, rientra nell'elenco ufficiale degli italiani dispersi. Grassi ha raccontato la sua esperienza, ammettendo di avere ormai poche speranze di trovare la compagna.

”Personalmente sono convinto che
molti corpi non si troveranno, tanti se li é presi il mare e
non li restituirà più – ha detto – quello di Elvira é probabilmente fra
questi. E’ stata cercata in tutti i modi, ma le speranze
di trovarla viva sono remote. C’e’ sempre un’estrema
possibilità, che sia stata soccorsa da una famiglia e non sia
stata ancora segnalata alle autorità. Me lo auguro”.
Elvira Casadei, 46
anni, dagli amici conosciuta come “Morena”, é disabile e
costretta da anni su una sedia a rotelle.
Poche ore dopo il
cataclisma si era detto che la donna forse si era fatta viva al
telefono con una guida thailandese del tour operator, ma
probabilmente quella telefonata non c’é mai stata.
”Siamo scesi in spiaggia verso le 9.30 di quella domenica di
Santo Stefano – ricorda Grassi, che lunedì pomeriggio ha tenuto una conferenza stampa nella sede dl Comune – Ho steso due stuoine, come sempre, ho aiutato Morena
a sdraiarsi, chiacchierato un pò, poi dopo mezz’ora sono andato
a camminare sulla battigia. Ho camminato per 15, 20 minuti. Più
mi spingevo verso il promontorio e più il mare si ritirava:
cento metri nel giro di cinque-otto minuti. Una secca immensa.
Sembrava una cosa normale, tantissima gente si spingeva a
raccogliere conchiglie, pesciolini. Ho anche ricevuto un sms da
Morena: hai visto che secca? Ho risposto: sì, anche qui”.
”Dopo un paio di minuti – continua Grassi – ho sentito i thai gridare, parole per me
incomprensibili, però era chiaro che era in arrivo un pericolo.
Poi in inglese: ‘Come on, run, run’, correte, correte… E tutti
siamo fuggiti. Al limite tra la strada e il resort, mi
sono girato verso il mare per scrivere un messaggio a Morena,
non ce la facevo a raggiungerla. Ho scritto solo quattro o
cinque lettere, quando é arrivato un enorme muro d’acqua con
una forza indescrivibile. Ho tentato per due o tre volte di aggrapparmi ai
tetti dei bungalow, non ce l’ho fatta, finché ho trovato un
materassino verde. Mi sono buttato con tutto il corpo, e
annaspando sono riuscito a uscire dall’acqua. A quel punto ero a
pochi metri dalla strada di Khao Lak, quella che porta a Phuket.
Avevo percorso duecento metri”.
Grassi è riuscito a riemergere e salvarsi aggrappandosi ad un materassino. E’ stato trascinato per circa 200 metri fino alla strada dove è stato raccolto da alcuni Tai che lo hanno portato prima nella giungla, poi in un tempio e ifine al centro di raccolta del Puket Palace. Un suo particolare ringraziamento va alle popolazione del posto si è spesa aiutatando e assistendo i turisti stranieri volontariamente e senza risparmiarsi.
I medici gli hanno consigliato di riposare con le gambe sollevate per potere guarire in fretta.

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