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E’ rientrato in Italia Enzo Grassi, il compagno di Elvira Casadei

CronacaRimini

3 gennaio 2005, 09:01

in foto: E' rientrato in Italia il riminese Enzo Grassi, compagno dell'avvocato civilista Elvira Casadei, 46 anni, disabile e costretta da anni su una sedia a rotelle, tuttora dispersa dopo il maremoto a Khao Lak.

Grassi, grafico pubblicitario, si é salvato riportando numerosi
graffi e contusioni e nei giorni successivi alla sciagura era
stato trasferito a Patong, dove alloggiava all’hotel Phuket
Palace, sede anche del centro di assistenza allestito dal Club
Italia-Phuket, che riunisce gli italiani residenti sull’isola
thailandese.
Per giorni l’uomo ha sperato che le ricerche della
compagna portassero a un esito positivo, soprattutto dopo che
una guida locale del tour operator aveva riferito di una
telefonata sul cellulare che la donna gli avrebbe fatto dicendo
di essere salva ma di non sapere dove si trovava esattamente.
Sull’attendibilita’ di quella telefonata sono però arrivati nei
giorni successivi molti dubbi, e di Elvira Casadei non si é mai
trovata traccia negli ospedali della zona.

Ad attendere Grassi all’aeroporto di Bologna, dove é arrivato insieme ad altri quattro emiliano-romagnoli, uno
psicologo e un’ambulanza che lo ha atteso per portalo a Rimini insieme a un
altro turista romagnolo rimasto illeso.
Complessivamente sono 304 gli emiliano-romagnoli rientrati a
casa dopo il maremoto. Di questi, sei sono i feriti e 57 quelli
che hanno ricevuto assistenza logistica dalla Protezione civile
regionale, anche per fare ritorno nelle città di provenienza.
Martedì i responsabili della Protezione civile dell’Emilia-
Romagna parteciperanno a Roma ad un incontro interregionale per
definire un piano di cooperazione con le aree colpite dal
cataclisma.
Intanto da dei riminesi scampati alla tragedia arriva una nuova testimonianza, raccolta dall’ANSA.
Il maremoto, giunto
all’improvviso durante un’immersione, li ha scaraventati a meno
cinquanta metri, così hanno gonfiato i loro giubbotti da sub e
sono risaliti in superficie immediatamente, rischiando un’embolia ma sfuggendo al vortice mortale. Il racconto é di un sub
dilettante di Rimini, Ivan Massalini, rientrato martedì da Malé.
”Io non ero con i miei amici – ha spiegato all’ANSA – sono stato costretto a
rinunciare a un’immersione per un malore accusato la sera prima
del maremoto e questo, visto che sono solo un principiante, mi
ha salvato la vita”. Con la moglie e la
figlia di 3 anni, Ivan Massalini é rientrato a Fiumicino con un volo charter
dell’Eurofly.
”Anche se a Ranali, atollo a sud di Malé, dove mi trovavo a
passare le vacanze con la mia famiglia, non ci sono state
vittime o danni alle strutture alberghiere, il pericolo, e anche
grosso, l’hanno comunque corso tre miei amici sub: due
istruttori e una ragazza aiuto-istruttore” racconta.
”Il 26,
quando c’e’ stato il maremoto – continua – io, unico “pivellino”
del gruppo, sarei dovuto andare con loro. Per quel giorno era
stata programmata un’immersione a 30 metri. La sera prima,
pero’, mi sono sentito male e sono stato costretto a
rinunciare. Quello che mi
hanno poi riferito al ritorno, é stato, per me, ancora più
sconvolgente. Mi hanno raccontato che si trovavano a una
profondità di 18 metri quando, all’improvviso, un vortice li ha
portati in un secondo a meno 50 metri. A quel punto, per non
andare ancora più giù, hanno adottato una procedura di
emergenza che si applica solo in casi estremi: hanno, in
sostanza, contrastato il risucchio gonfiando i loro giubbotti,
per poi risalire a gran velocità in superficie rischiando anche
un’embolia. Per fortuna é andata bene. Chissà, però, quanti
altri sub saranno rimasti negli abissi nelle acque dello Sri
Lanka o della Thailandia”.
Massolini, poi, come hanno fatto
tutti gli altri turisti rientrati ieri dalle Maldive,
lancia un appello: ”quello che é successo é stato
tremendo, ma non fermiamo ora il turismo verso quei posti.
Certo, nei Paesi più devastati occorrerà più tempo per la
ripresa, ma alle Maldive si può tornare già adesso. Io, che
questa vacanza l’ho attesa per 5 anni, se potrò ritornerò
laggiù”.

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