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Maggioranza salvata da FI: Fabbri difende il piano, i Verdi critici, AN furiosa

PoliticaProvincia

15 dicembre 2004, 16:58

in foto: Il piano dei rifiuti salvo per un pelo. Se Massimo Pierpaolini, di Forza Italia, lasciato libero dal suo partito di esprimere il suo voto, non avesse votato sì, il piano non sarebbe passato:

é finita con 13 voti pro e 11 contro. In maggioranza, i quattro gruppi consiliari che avevano manifestato la loro contrarietà, pur con qualche concessione dell’ultimo minuto nei loro emendamenti, hanno proseguito nella loro linea, e hanno votato contro: si tratta di Comunisti italiani, Rifondazione, Gruppo misto e Verdi. Partito, quest’ultimo, nella posizione più delicata avendo in Giunta proprio l’assessore all’Ambiente, Cesarino Romani.
Ma per il presidente della Provincia Fabbri, raggiunto oggi in un convegno fuori Regione, la maggioranza resta salda: “Sono diverse posizioni che ci possono stare in una maggioranza – spiega -e molti dei contrari provengono dai comuni interessati, per cui possono avere sentito in modo particolare la pressione locale”.

Il piano prevede l’attivazione di una quarta linea dell’inceneritore, dalla capacità di 100mila tonnellate l’anno, che porta così la potenzialità totale a 240mila. Non sarà però il solo inceneritore a farsi carico di tutti i rifiuti della provincia. Ci sarà la discarica di Torriana e si punterà sulla raccolta differenziata, con l’obiettivo imprescindibile, ricorda Fabbri, di garantire l’autonomia alla Provincia.
I quattro gruppi di maggioranza insistevano soprattutto sulla raccolta differenziata spinta come punto di partenza, per poi progettare la quarta linea a seconda dell’esito della sperimentazione. E, una volta attivata la quarta, dismettere le prime due.
La differenziata, secondo Fabbri, da sola non basta, e la previsioni di arrivare al 50% di rifiuto differenziato era irrearizzabile, come sostenuto dallo stesso Fabbri e da Santi dei Ds. “Ci hanno dato dei visionari, travisando la nostra proposta – spiegano i Verdi – la nostra era una previsione realizzabile a medio-lungo termine”.
Le osservazioni espresse dai tre comuni interessati, Riccione, Coriano e Misano, e riprese dagli emendamenti dei quattro gruppi, che chiedevano un utilizzo comunque non superiore alle 140mila tonnellate di rifiuti l’anno, non sono state accolte.
Il timore é che Hera faccia arrivare rifiuti da incenerire da fuori provincia, visto che nel suo piano industriale la holding prevede di smaltire 220mila tonnellate l’anno. “Non saranno superate le 150mila – assicura Fabbri – e le quantità saranno discusse ogni anno da Provincia e sindaci”

Altro punto di rottura, le previsioni per i rifiuti: il piano, che parla di 240mila tonnellate l’anno, userebbe secondo gli oppositori, criteri troppo alti: negli emendamenti, si chiedeva di abbassare l’indice di aumento, in base agli ultimi dati, all’1% annuo.
“Perché a fine estate si parlava di calo dei rifuti come conferma del calo dei turisti, e oggi invece ci troviamo di fronte ad elevate previsioni di aumento?”, si chiede il verde Mario Galasso, assessore all’Ambiente del Comune di Riccione.
“Così si va contro la nostra vocazione turistica – incalza Galasso – proprio noi costruiamo l’inceneritore più grande e potente della Regione”.
Ora ci saranno 60 giorni per presentare osservazioni al piano, che dovrebbe tornare in Consiglio Provinciale per l’approvazione definitiva a metà marzo. Un tema che, al di là del voto risicato di ieri, resta caldo: il voto potrebbe infatti non essere indolore né per la maggioranza, né per la minoranza. Il sì del consigliere di Forza Italia Pierapaolini, che di fatto ha permesso al piano rifiuti provinciale di essere approvato nonostante il voto contrario di quattro gruppi di maggioranza, ha fatto infuriare il Gruppo Consiliare di AN in Provincia. Questo il comunicato:

PIANO DEI RIFIUTI: UN VOTO SCONCERTANTE!

Il voto determinante del consigliere Pierpaolini, di Forza Italia, col quale è passato in Provincia il Piano dei Rifiuti lascia sconcertanti quanti, in lunghi mesi di dibattito, si sono impegnati per costruire un’alternativa credibile al PPGR.

Una posizione concertata tra forze politiche di minoranza e di maggioranza, con le popolazioni locali, coi consigli comunali interessati, che sono arrivati ad un passo dalla modifica del Piano vanificato dal voto di chi è stato in tutti questi mesi in silenzio senza mai pubblicizzare il proprio dissenso.

L’importante esponente di Fi (designato da FI Presidente della Commissione Bilancio ed alla II° legislatura) ha reso possibile col suo atteggiamento la costruzione della 4° linea dell’inceneritore (senza dismettere nemmeno le prime due) consentendo una potenzialità di incenerimento di 240.000 t/a di rifiuti, ben oltre le 140.000 prodotte dal ns territorio, salvando la maggioranza di Fabbri a scapito della salvaguardia ambientale dei comuni di Rimini Sud, consentendo ad Hera di smaltire i rifiuti di altre province con profitti miliardari.

Mentre sul Piano Rifiuti la sinistra radicale prende le distanze ecco il salvataggio determinante di un uomo di FI, quasi a bloccare un’operazione che poteva portare la Giunta Provinciale alla crisi.

Di fronte a simili atteggiamenti non vi è polo laico/socialista o altre scuse che tengano, occorre chiamare le cose col proprio nome: si è trattato di una brutta pagine di consociativismo, col quale FI dovrà fare subito i conti.

Altrimenti dovremo optare per una diversa e più subdola lettura dell’accaduto, e cioè che in questa città, in questa provincia, vige solo una regola: fare di tutto perché il centrodestra non vinca mai.

Rimini, 15 dicembre 2004
I consiglieri di AN

Filippo Maria Airaudo
Claudio di Lorenzo

Soddisfatto invece il sindaco di Riccione Daniele Imola. Questo il suo commento:

“Esprimo la mia soddisfazione per il fatto che è stata definitivamente accantonata l’ipotesi di Raibano come sede della centrale termoelettrica. Mi fa piacere che sia consapevolezza diffusa che quel luogo non è un sito idoneo.
Esprimo un giudizio positivo sul voto del consiglio provinciale rispetto al piano dei rifiuti. Gli emendamenti approvati e il tenore della discussione hanno dimostrato concretamente che le osservazioni che avevamo avanzato, erano tutt’altro che infondate a tal punto che sono state al centro della discussione.
Credo anche che i risultati raggiunti con gli emendamenti siano soddisfacenti rispetto alle richieste che avevamo inoltrato. Prima di tutto perché sono state accettate le limitazioni quantitative dei rifiuti da bruciare, in secondo luogo perché per la prima volta è stata presa in considerazione la possibilità che la nuova linea possa sostituire quelle vecchie, infine perché si è data maggiore centralità alla raccolta differenziata.
Eprimo inoltre il mio consenso al punto centrale del piano e cioè all’autosufficienza di questo territorio che interessa il Comune di Riccione e penso, anche quelli della zona sud.

Ora è necessario lavorare perché l’impegno sulla raccolta differenziata non sia volontaristico ma dia la possibilità di sviluppare azioni che lo rendano conveniente”.

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