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La centrale di Raibano alla resa dei conti: martedì il voto in Consiglio

Provincia

13 dicembre 2004, 19:32

in foto: Sale la tensione sulle linee della centrale di Raibano. E' infatti la quarta linea dell'inceneritore il punto più delicato da risolvere per la maggioranza in Consiglio Provinciale per quanto riguarda il piano provinciale dei rifiuti che sarà discusso nella seduta di martedì:

Un potenziamento limitato, sostenibile e mirato al solo territorio di Rimini, senza accogliere rifiuti da altre province: le richieste già avanzate nelle settimane scorse dall’opposizione, ora arrivano anche da alcuni partiti di maggioranza.
Rispetto a Ds e Margherita, sono molto più determinati Verdi, Rifondazione, i Comunisti Italiani e il Gruppo Misto: se arriva la quarta linea, vanno innanzitutto disattite le prime due. La quantità dei rifiuti, inoltre, va pattuita in pieno accordo con i Sindaci interessati, e unicamente con rifiuti provenienti dalla Provincia di Rimini: questi sono alcuni dei punti degli emendamenti che i gruppi presentano al Piano.
Ci sono da tenere in considerazione, inoltre, le osservazioni dei comuni interessati: Riccione, Coriano e Misano. Con la quarta linea e la dismissione delle prime due, la centrale raggiungerebbe una capacità di incenerimento di 169mila tonnellate annue, quantità in grado di sopperire anche alle emergenze in modo da evitare di dover ricorrere ad altre province. I tre comuni chiedono comunque che non si superino le 140mila, quantità simile a quella individuata dalla Conferenza di pianificazione.
I quattro gruppi consiliari inoltre ricordano la “gerarchia dei rifiuti” sancita dalla legge: come importanza, prima viene la diminuzione nella produzione dei rifiuti, quindi il recupero e il riciclaggio e poi lo smaltimento.
Oggi la quantità annua per la Provincia é di 220mila tonnellate, da smaltire in varie modalità: si chiede, che le previsioni del piano rifiuti siano abbassate, in base alle ultime rilevazioni, all’1% l’anno. Tutti d’accordo sulla necessità di aumentare la raccolta differenziata, ma anche qui con dei distinguo: i quattro gruppi parlano di 50-60% rispetto al 23% attuale.
Nell’emendamento presentato dai DS invece si parla di un 35-40% a breve termine per arrivare a percentuali più alte nel lungo termine.
“Vogliamo garantire l’autosufficienza con le modalità migliori possibili”, ribadisce l’assessore provinciale all’Ambiente Cesarino Romani.
“Stiamo lavorando per un compromesso, spiega Riziero Santi dei DS, perché i nostri emendamenti non sono molto distanti”.
La parola finale, comunque, arriverà dal Consiglio di martedì (sede di Corso d’Augusto, ore 16), cui é atteso un folto pubblico in rappresentanza dei comuni interessati. DS e Margherita hanno comunque i numeri per far passare il piano. Il comportamento degli altri quattro gruppi consiliari sarà invece cruciale per la vita politica della maggioranza.

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