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Difficile ma utile il 2004 per Fabbri, al saluto di fine anno della Provincia

Provincia

16 dicembre 2004, 19:55

in foto: Un anno difficile ma utile: è questo in sintesi il bilancio del 2004, tracciato dal Presidente Fabbri in occasione del saluto di fine anno. E' stato all’insegna dell’identità locale e dell’amore per la propria terra. Ha parlato più volte, Fabbri, di volersi bene, riconoscersi, della necessità di ridare senso alle relazioni.

Lo ha voluto fare, quest’anno, dalla “casa” della comunità provinciale, dalla sala del Consiglio di corso d’Augusto, simbolo della Repubblica quindi della democrazia partecipata.

Fabbri ha parlato della crisi economica che sta investendo il Paese, ha ricordato la follia del terrorismo e l’atteggiamento, rilevato dal Censis, di un rinchiudersi sempre più nei pochi punti sicuri, nei piccoli borghi, nelle piccole specificità, quasi in difesa.

“Sarà un Natale in tono basso”, ha detto il presidente dopo aver ricordato il disagio sociale, l’economia in difficoltà e i sacrifici per arrivare alla fine del mese di molte famiglie. Ma ha poi rilevato anche le cose positive del territorio riminese: la Fiera che è cresciuta, l’università che è cresciuta, il via libera al palacongressi di Rimini, l’aeroporto in “un binario vivo”. Ha aggiunto anche che l’industria turistica ha tenuto e che non potrà mai delocalizzarsi perché la cultura, l’ospitalità e l’accoglienza sono valori che contraddistinguono il territorio riminese. “Sento che abbiamo ancora il vento nelle vele”, ha concluso prima di fare gli auguri. “Ma dovremo operare sempre più sui tasti della sostenibilità, dell’identità e della passione per la propria terra”.

. Solo una battuta, scherzosa, all’indirizzo della difficoltà della maggioranza, che ieri per un solo voto ha approvato il Piano provinciale dei rifiuti: all’uscita dalla sala del Sindaco di Rimini Ravaioli, atteso in Consiglio comunale per la votazione sul Palas, Fabbri ha commentato di non essere l’unico ad avere una maggioranza che ha bisogno di tutti i voti.
Dopo il discorso di Fabbri è andata in scena in sei sonetti la disfida in rima tra Dante e Forese Donati.
Tra i lettori anche Pietro Cavallaro, difensore civico uscente di Riccione, membro dell’Accademia dantesca.

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