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Cautamente ottimisti: la Riviera presenta le previsioni per la stagione 2002

RegioneTurismo

9 maggio 2002, 12:00

in foto: Moderatamente ottimista. E’ questo l’atteggiamento con cui l’Apt Servizi dell’Emilia Romagna si appresta a vivere l’estate 2002, una stagione caratterizzata da più turisti europei in Europa e in Italia, secondo la fotografia scattata dall’Osservatorio Turistico dell’Emilia Romagna, elaborato da Trademark Italia per conto proprio dell’Apt Servizi.

Si prevede stabilità o un leggero aumento di turisti italiani e un incremento degli arrivi da Germania, Svizzera, Benelux, Francia, Russia ed Europa dell’Est. Invariati invece i flussi turistici da Austria e Scandinavia.
Le proiezioni finali per l’estate 2002, stando alle interviste dell’intero panel di operatori, assicurano alla Riviera Adriatica un quadro di miglioramento superiore a 2 punti percentuali, corrispondenti a 95mila arrivi in più. “I turisti del 2002 chiedono una vacanza tranquillizzante – ha detto questa mattina durante l’incontro con la stampa di presentazione dell’Osservatorio Sergio Mazzi, presidente Apt Servizi -. I nostri operatori hanno fatto dei grossi sforzi per migliorare le strutture ricettive.
Ogni anno tra i 3.700 alberghi della Riviera si contano più strutture a 4 e 3 stelle e sempre meno pensioni.
Ormai il 70% degli alberghi è dotato di aria condizionata e il 72% della clientela alloggia in alberghi classificati tra 3 e 5 stelle”.

I numeri: nel 2001 gli arrivi di italiani sono stati 3.357mila, le proiezioni per l’estate 2002 parlano di 3.421mila, con un incremento dell’1,9%. Gli arrivi stranieri dovrebbero passare dai 904mila dell’anno scorso a 935mila, con un +3,4%. In totale sono previsti 4.356mila arrivi (+2,2% rispetto ai 4.261mila del 2001). Il commento di Sergio Mazzi, presidente Apt Servizi.

Giuseppe Chicchi, Amministratore Delegato dell’APT Servizi, ha riassunto le caratteristiche delle mete dei turisti del 2002: “località con strutture confortevoli, raggiungibili con mezzi flessibili, quindi situate a media distanza, rassicuranti e ricche di opzioni. Proprio come quelle offerte dalla nostra regione.
Il 2001 è stato un anno straordinario perché abbiamo sfiorato i 50 milioni di presenze – ha aggiunto Chicchi -. Ora dobbiamo guardare al concetto di tribù, ovvero di persone, non necessariamente appartenenti allo stesso territorio, che parlano lo stesso linguaggio. Il Paganello ne è un esempio”. Chicchi ha parlato anche di due punti critici: la vigilanza sui prezzi e la questione della manodopera. “Occhio all’equilibrio tra qualità e prezzi” ha detto in merito l’ex sindaco di Rimini.

Capitolo pubblicità: il piano strategico 2002 non prevede alcun intervento pubblicitario. “Per diventare visibili sulle televisioni nazionali – è ancora Chicchi a parlare – occorrono investimenti che non possiamo permetterci. Non prevediamo pubblicità sui network nazionali neanche per il 2003. Stiamo però per inviare delle lettere alle aziende più importanti del territorio per promuovere iniziative di co-marketing, che facciano collegare il prodotto alla terra su cui nasce. Inoltre abbiamo in cantiere un progetto per intervenire con spot sulle tivù locali di due aree della Germania, una in cui Rimini è molto apprezzata, l’altra ancora non battuta, per vedere qual è la risposta nelle due zone”.

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