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Le richieste di deroga all’Ordinanza Balneare 2002

Regione

30 aprile 2002, 16:58

in foto: Ieri le Amministrazioni Comunali di Bellaria Igea Marina, Cattolica, Misano Adriatico, Riccione e Rimini hanno inviato all’Assessorato al Turismo e al Commercio della Regione Emilia Romagna le richieste congiunte di deroga all’Ordinanza Balneare 2002, approvata dalla Regione il 10 aprile scorso.

L’Ordinanza Balneare 2002, per il primo anno redatta dall’Amministrazione Regionale, assegna ai Comuni la facoltà di presentare, su alcuni punti specifici, eventuali istanze di deroga alla disposizione stessa.
Per cogliere tale possibilità in maniera coordinata e congiunta, nei giorni scorsi i rappresentanti dei Comuni costieri della provincia di Rimini si sono incontrati per esaminare le ipotetiche indicazioni di modifica all’Ordinanza Balneare 2002 con l’obiettivo di rispondere in modo efficace alle particolarità dell’area in questione e alle crescenti esigenze di qualità del servizio per residenti e ospiti.
Successivamente ogni singola Amministrazione Comunale si è confrontata con le categorie dei balneari e le organizzazioni sindacali interessate al provvedimento, giungendo quindi, da parte degli stessi Comuni, alla formulazione delle deroghe al provvedimento regionale. Nel merito le richieste congiunte riguardano:
1. la zona di mare riservata alla balneazione. Viene indicato che si arrivi fino a una distanza di 500 metri dalla riva anziché i 300 metri previsti dall’ordinanza;
2. la larghezza della fascia di spiaggia denominata ‘battigia’, destinata al libero transito dei bagnanti e dei mezzi di soccorso. Si chiede la modifica rispetto ai 5 metri previsti dalla disposizione regionale. In particolare viene indicata un’ampiezza: di non meno di 15 metri dal Bagno 1 al Bagno 100 di Rimini; di 10 metri dal Bagno 101 di Rimini al confine con il Comune di Riccione; di 8 metri dal Bagno 30 al Bagno 38 di Bellaria Igea Marina; di 5 metri a Riccione e le rimanenti zone; di 3 metri in tutte le zone di spiaggia comprese tra via Del Giglio e Rio Agina a Misano Adriatico, nonché quelle antistanti i Bagni 1,2 e 7 dello stesso Comune;
3. i limiti di orario entro i quali è autorizzata la diffusione sonora da parte degli impianti fissi. Dalle ore 11 alle ore 11,40 del mattino; dalle ore 17 alle ore 17,40 del pomeriggio nei mesi di maggio, giugno, luglio e agosto. Per il mese di settembre dalle ore 16,30 alle ore 17,10;
4. i limiti di orario entro cui i titolari di imbarcazioni adibite al trasporto passeggeri hanno la possibilità di trasmettere a volume moderato da bordo annunci registrati riguardanti solo la gita in mare. Al mattino nelle fasce orarie 9,30-10 e 11,30-12,30. Nel pomeriggio dalle ore 17,30 alle ore 18,30;
5. Le distanze minime per la sistemazione degli ombrelloni e delle tende in modo da non intralciare la circolazione dei bagnanti e predisporre la corretta collocazione di tali strutture sull’arenile. Anziché i 3 metri di distanza tra le file di ombrelloni e i 2,5 metri di distanza tra ombrelloni sulla stessa fila previsti dall’Ordinanza Balneare 2002, viene indicata: per Bellaria Igea Marina e Viserba la distanza tra le file di 2,80 metri e tra gli ombrelloni di 2,20 metri; per Rimini la distanza tra le file di 3,80 metri e tra gli ombrelloni di 2,55 metri; per Riccione la distanza tra le file di 2,50 metri, tra gli ombrelloni di 2,20 metri e tra le file di tende di 2,80 metri; per Misano Adriatico la distanza tra le file di 2,50 metri e tra gli ombrelloni di 2,50 metri; per Cattolica la distanza tra le file di 4 metri (3 metri per le zone aventi un fronte a mare inferiore a 17 metri), tra gli ombrelloni di 2 metri e dalla zona 90 alla zona 108 la distanza tra file di 3 metri.

I Comuni costieri della provincia di Rimini hanno inviato alla Regione Emilia Romagna una raccomandazione in riferimento ai piani di salvamento che devono essere presentati dagli operatori titolari degli stabilimenti balneari e dalle organizzazioni sindacali dei salvataggi.
In sostanza viene suggerito all’Amministrazione regionale di mantenere una distanza massima tra le postazioni di salvataggio di 150 metri l’una dall’altra, così come disposto nelle precedenti stagioni estive. Questo per assicurare un adeguato e efficace servizio di vigilanza sulla sicurezza della balneazione. Nel caso in cui gli operatori titolari degli stabilimenti balneari optassero, così come previsto dall’Ordinanza regionale, per la parziale disattivazione del servizio di salvataggio sino al 50 per cento negli orari previsti (9,30-10; 13-15; 18-18,30), la distanza minima è da intendersi superata sono in tali fasce orarie.
Da parte delle Amministrazioni Comunali di Bellaria Igea Marina, Cattolica, Misano Adriatico, Riccione e Rimini si esprime soddisfazione per il lavoro congiunto portato avanti nelle ultime settimane. Un lavoro che rappresenta il migliore viatico in vista del superamento dell’attuale fase transitoria della gestione dell’arenile e che mette le basi per un’azione coordinata al fine di affrontare nella maniera più efficace il futuro passaggio delle competenze ai Comuni.

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