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Alcolismo: i dati del territorio

CesenaSanità

18 aprile 2002, 19:23

in foto: La Società Italiana di Alcologia (SIA) promuove, in collaborazione con Associazione Italiana dei Club degli Alcolisti in Trattamento (AICAT), il Primo mese di prevenzione alcologica per la prevenzione dei rischi e dei problemi legati al consumo di bevande alcoliche, individuando nel 19 Aprile la Giornata Nazionale:

all’interno di tale iniziativa, il Programma Dipendenze Patologiche, l’Unità Operativa Ser.T. dell’Azienda USL di Cesena e il Comune di Cesena organizzano un punto informativo sulle problematiche alcolcorrelate e sulle realtà presenti sul territorio cesenate che possono offrire un sostegno a chi viva più o meno direttamente il problema dell’alcool.

Per l’intera giornata di domani dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 19.30, saranno a disposizioni presso il loggiato comunale e presso P.zza Almerici gli Operatori del Ser.T. (Servizio Tossico-Alcoldipendenze), dell’ACAT (Associazione Club Alcolisti in Trattamento), degli AA (Associazione Alcolisti Anonimi) e AL-ANON (Associazione Familiari Alcolisti Anonimi).

I dati che si riferiscono al settore “Alcool” dell’anno 2001.

Il 2001 registra una netta inversione di tendenza dopo la flessione registrata nel 2000 (+ 25%), tale incremento è coinciso con una modifica organizzativa interna al servizio che ha portato alla creazione di una “equipe alcol” che opera esclusivamente sui pazienti alcolisti.

Considerando il trend dell’utenza dal 1994 (39 utenti in carico) ad oggi, 2001 (100 utenti in carico), vediamo una curva piuttosto articolata che mostra come dopo un forte aumento registrato nei primi tre anni di apertura del servizio agli alcolisti (triennio ’94 –’96), si é avuta in seguito una stabilizzazione dei soggetti in carico, seguita da una flessione nel 2000 a cui il servizio ha risposta con una modifica organizzativa e a un nuovo incremento nel 2001.
Gli alcolisti in carico sono prevalentemente maschi (78,0%), la quota di femmine nel 2001 pare stabilizzarsi sui valori del 2000 dopo che nel triennio precedente la quota percentuale di queste ultime è passata dal 26,5% del ’98 al 24,8% del ’99 per giungere sino al 22,5 del 2001.

Età media generale: 42,8 anni

Età media maschi: 43,1 anni

Età media femmine: 41,9 anni

Età media nuovi ingressi: 43,2 anni

Età media vecchi utenti: 42,5 anni

Nel complesso gli alcolisti in trattamento al Ser.T. si caratterizzano come un’utenza più anziana rispetto ai tossicodipendenti.

Le classi di età prevalenti sono quelle al di sopra fra i 30 e i 60 anni. In specifico la classe di età più numerosa è quella 30-39 anni con il 33,0%. Rispetto all’anno precedente sono aumentati i soggetti al di sotto dei 30 anni e quelli con oltre 60 passati rispettivamente dal 6,2% al 15,0% e dal 7,5% all’11,0%.

Fra i nuovi utenti il 23,2% ha meno di 30 anni mente fra quelli già conosciuti è solamente 8,8% a non superare tale soglia.

Continua la diminuzione dell’età media generale passata da 43,6 a 42,8 anni.

Maschi e femmine presentano una distribuzione rispetto all’età lievemente differente: le femmine si concentrano soprattutto nelle classi centrali (da 30 a 59 anni) mentre i maschi sono maggiormente presenti in tutte le classi.

CONDIZIONE PROFESSIONALE

Si evidenzia come la quasi totalità dei soggetti possieda un reddito, legato di norma ad una attività lavorativa regolare (71,0%) oppure a una pensione (13,0%). Questo ci mostra come il problema dell’alcolismo non precluda una attività lavorativa e che anzi spesso le i problemi e le patologie ad esso collegate vengano nascoste dietro una parvenza di normalità.

Bevande d’abuso

Il vino rimane la bevanda d’abuso prevalente più diffusa e interessa trasversalmente le diverse classi di età, vi è un abuso prevalente nel 49,0% dei casi e viene assunto dal 74,0% degli alcolisti in carico.

Si stabilizza il consumo di aperitivi/amari/digestivi quali bevanda d’abuso prevalente dopo il forte aumento dell’anno precedente (1999: 1,7%, 2000: 6,3%, 2001 7,0%).

Aumenta l’abuso prevalente di superalcolici (20%).

Circa la metà degli alcolisti in carico risulta al momento della rilevazione astinente (47,3%).

Nella maggioranza dei casi (76,3%) vi è un consumo quotidiano della sostanza.

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