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Mercoledì al Novelli si recita Molière con Paolo Rossi

Rimini

18 marzo 2002, 12:18

in foto: Il Teatro Ermete Novelli di Rimini (via Cappellini, 3) ospita mercoledì alle 21 (fuori abbonamento) lo spettacolo "Questa sera si recita Molière", un dramma da ridere in due atti ideato da Paolo Rossi (nella foto) con:

Maria Consagra e Carlo Giuseppe Gabardini, scritto da Paolo Rossi con Carlo
Giuseppe Gabardiniscritto da Paolo Rossi, interpretato da Laura Bombonato,
Emanuele Dell’Aquila, Rufin Doh Zeyenouin, Valentina Ferrante, Carlo
Giuseppe Gabardini, Paolo Rossi, Debora Villa, per la regia di Paolo Rossi.
La scheda dello spettacolo:
Nell’ultimo spettacolo – che da tre anni replica nei teatri italiani – Paolo
Rossi aveva trasformato Shakespeare e il suo Romeo & Juliet in un happening
che ogni sera coinvolgeva il pubblico facendolo recitare sul palco.
Come Romeo & Juliet era figlio del precedente Rabelais – tutto cominciò da
lì – così il nuovo spettacolo discende naturalmente dal Romeo & Juliet.
La direzione è sempre quella, ma il percorso inevitabilmente si arricchisce
delle tappe già raggiunte, si precisa, è in evoluzione. L’idea è di
investire su un genere, su un modo di fare teatro che ora -dopo anni – ha un
suo metodo, dei propri canoni, delle proprie regole, un suo codice e un suo
linguaggio, anche un suo rigore e una sua maniera di prepararsi ed essere
sempre pronti alla performance, all’atto teatrale.
“Questa sera si recita Molière”, però, non è un clone degli spettacoli
precedenti, anzi.
La rappresentazione rimane happening, e se prima il pubblico era invitato
sul palco ad interpretare tutti i ruoli di Romeo e Giulietta, questa volta
chiederemo al pubblico di recitare il pubblico. Sembra folle, ma lo è.
Ora è il tempo di Molière: Paolo Rossi parte per un nuovo viaggio alla
scoperta dei legami tra il racconto e la messa in scena, tra il testo
tradizionale e i canovacci che lo hanno preceduto e generato, e forse anche
tra la biografia di un attore-autore del ‘600 e la biografia di un
attore-autore del 2000.
Molière nel ‘600 “rubava” – attività legale e benemerita in teatro – ai
comici italiani, trasformando e camuffando e approfondendo canovacci e
idee: noi oggi andiamo a riprenderci il nostro, ma già che ci siamo -come
farebbe lui -ci prendiamo anche le sue strepitose variazioni.
Saccheggiamo
la sua opera, usandola come un manuale di teatro per curare, di cura
teatrale, di teatro per la vita contro la morte: due tomi di tonificante
totale, unguento miracoloso per la sopravvivenza. E poi giriamo le piazze e
l’Italia nel tentativo di vendere agli avventori-spettatori questo rimedio
straordinario per qualche soldo.
Dall’opera di Molière Paolo Rossi ha scelto di fare “Il medico per forza”,
una farsa, che sarà come il tronco principale dello spettacolo; ma userà “Il
medico per forza” come una truffa, senza disdegnare innesti presi da altre
commedie (come d’altronde faceva anche lo stesso Molière) e momenti di
totale apertura al pubblico.
Dunque Rossi sarà il dottor Sganarelli e visiterà Geronte e sua figlia
Lucinda, visiterà un contadino, aiuterà il giovane Leandro, ma visiterà
anche il pubblico, scendendo in platea e/o facendo salire ancora una volta
il pubblico sul palco.
Mentre nel Romeo & Juliet si attraversava il testo assieme agli spettatori,
i quali venivano chiamati a fare gli attori dal momento che questi ultimi si
improvvisavano guide, qui nel Molière il passo è quello della sintesi
chimico-alchemica fra un canovaccio e la realtà odierna. Il fatto teatrale è
ricostruito: gli attori tornano a fare gli attori, il pubblico recita il
pubblico, e il testo teatrale entra alchemicamente in rapporto con il nostro
quotidiano; e anche interagisce con esso, perché gli attori diventano medici
intenti a guarire gli spettatori che diventano pazienti.
Sarà uno spettacolo in costume, coi costumi del ‘600, ma anche i costumi
saranno in perenne movimento e staranno a mostrare questa fusione tra il
teatro immortale di Molière e noi comuni mortali di oggi.
Un teatro che non si ferma al testo, ma che svela i trucchi, il “dietro le
quinte”, che mostra la vita e il teatro nel suo farsi teatro e vita e ridona
valore a tutto il genio artigianale e quotidiano che ha portato alla nascita
di opere oggi considerate immortali.

I biglietti sono disponibili alla biglietteria del Teatro Ermete Novelli di
Rimini (via Cappellini, 3) dal lunedì al sabato dalle ore 10 alle ore 14.
Per informazioni: tel. 0541.24152 (Teatro Novelli), 0541.51351 – 0541.23847
(Ufficio Teatro).

Contatta la Redazione di Newsrimini tramite redazione@newsrimini.it o su Twitter @newsrimini

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