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Domani allo Snaporaz lo spettacolo ‘Colette parlerà’

Cattolica

25 marzo 2002, 15:05

in foto: Domani alle 21 il Salone Snaporaz di Cattolica ospita lo spettacolo 'Colette parlerà (di quel primo piacere) conferenza immaginaria' di e con Patrizia Zappa Mulas; regia di Gigi dall’Aglio. La scheda dello spettacolo:

La rassegna Teatri di confine prosegue con uno spettacolo di teatro-racconto con musica e danza, un pastiche teatrale da sette romanzi di Colette, che Patrizia Zappa Mulas ha composto come tessere di un mosaico, ricavandone un’opera nuova in 27 movimenti, che ripercorrono la giovinezza di una grande donna del Novecento, che parla di come sia difficile avere vent’anni.
Il sottotitolo, “conferenza immaginaria”, rende ragione di un’anomalia per il teatro, il fatto cioè che chi parla sia insieme interprete e autore delle proprie parole, come in una conferenza: e immaginaria è per il suo carattere umoristico e commovente. Una sola voce si incarica di tutti i personaggi, nel filo di un unico e fluido racconto.

In Francia Colette è considerata una scrittrice di culto, grande come Proust, popolare come Dumas. In Italia la si conosce ancora poco. Di tutti personaggi scritti da Colette, il più sconvolgente è proprio Colette stessa, nei suoi romanzi autobiografici. Colette parla di sé, ma anche di tutti noi. L’infanzia in provincia con una madre ingombrante e la partenza per la capitale a diciotto anni. L’iniziazione nel piacere con il primo marito, potente letterato, e accanto a lui il debutto letterario, a poco più di vent’anni, con “Claudine a scuola”, di cui lui s’impadronisce. Da lì l’inizio del mestiere d’artista come ghost writer, scrittore ombra. Il racconto ricostruisce anche i primi fantastici anni del secolo nella Parigi della Belle Epoque, visti attraverso le modernissime lenti di un genio della letteratura contemporanea. A trent’anni Colette divorzia da Willy e debutta nelle pantomime del Café Chantant: la giovinezza è finita e qui finisce lo spettacolo con una grande danza finale.

In questa produzione la Zappa Mulas troneggia, domina, commuove. Ha due decenni di teatro di regia alle spalle con grossi nomi, da Castri a Cecchi, da Garella, a Missiroli, Tiezzi, Squarzina, Scaparro. Per Colette, ha assunto la doppia veste, inedita, di autrice e attrice. Ha cominciato con la danza: bambina, ha frequentato la scuola della Scala esordendo nello Schiaccianoci di Nurejev. Ma “le mancavano troppo le parole: chiudersi in quel silenzio le sarebbe stato impossibile”. Tuttavia quella preparazione acrobatica è stata messa a frutto nel suo modo personale di usare molto il corpo sulla scena: quasi un tentativo di tenere assieme due cose inconciliabili nella cultura occidentale, danzare e parlare.

Colette Sidonie-Gabrielle (1873-1954) scrittrice francese. Le sue prime opere, la serie dei romanzi di Claudine (1900-1903), uscirono sotto lo pseudonimo di Willy e furono scritte in collaborazione col primo marito, Henri Gauthier-Villars, dal quale divorziò pochi anni dopo. Come Colette Willy, e dal 1916 solo come Colette, pubblicò poi i suoi numerosi libri, che ne fecero, in Francia, la più famosa donna di lettere della prima metà del secolo.

Largamente autobiografica agli inizi nelle intense rievocazioni dell’infanzia e dell’adolescenza, l’opera di Colette si è progressivamente arricchita di un attento studio dei caratteri e dei rapporti umani, pur continuando a manifestare una profonda unità di ispirazione legata a un’accettazione serena del mondo, lontana dalle contemporanee espressioni letterarie dell’inquietudine e dell’angoscia. Scrittrice feconda ma impeccabile, Colette unì doti di sottile e spregiudicata osservazione psicologica e di acutissima immaginazione al raro equilibrio di una prosa esatta e duttile.

Patrizia Zappa Mulas frequenta da bambina la scuola di danza del teatro ‘La Scala’ dove debutta nella messa in scena di R. Nurayev de “Lo schiaccianoci” di Ciaikowski.

Comincia molto presto nel teatro di prosa con Massimo Castri, e poi lavora con Carlo Cecchi, Nanni Garella, Federico Tiezzi, Mario Missiroli, Luigi Squarzina, Maurizio Scaparro, Gigi Dall’Aglio, Silvano Piccardi, Mina Mezzadri e Armando Pugliese. E’ stata Ofelia, Viola de La dodicesima notte, Edipo Adolescente, la figliastra dei Sei personaggi in cerca d’autore, Elettra, Franz dei Masnadieri, la Maria di Italo Svevo, Antigone, la Marchesa Cybo del Lorenzaccio, Gerda del Pellicano, per due volte la Madonna del Laudario perugino e Ermengarda in cinque differenti edizioni.Si laurea nel 1988 in filosofia all’Università Statale di Milano con una tesi sulla tesi sulla teoria del romanzo. Nel ‘98 esce il suo primo romanzo, L’Orgogliosa, nel 2000 il secondo, Rosafuria.

Gigi Dall’Aglio inizia la lunga esperienza teatrale come attore e regista al CUT (Centro Universitario Teatrale). Dal 1969 al 1971 ne diventa direttore, frequentando i maggiori festival stranieri. Nel 1971 è tra i fondatori della Compagnia Collettivo di cui diventa il riferimento artistico. Nella celebre trilogia shakespeariana (Amleto, 1979; Macbeth, 1980; Enrico IV, 1981) insieme ai suoi compagni di lavoro crea un’originale metodologia di lavoro che ha nell’attore il fulcro creativo della messinscena, rivolta sempre alla costruzione di un teatro che serva a costruire “la coscienza dell’oggi”. Regista-autore, si è cimentato anche con opere musicali conducendo nel ‘95 un curioso progetto a tre, con Martone e Barberio Corsetti, L’histoire du soldat (Festival di Avignone 1995).

Il Salone Snaporaz è in piazza Mercato a Cattolica.

Per informazioni e prevendite: Ufficio Teatro Cattolica, 0541-968214.

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