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Commercio di armi: Gambini risponde alle sollecitazioni di don Oreste

NazionalePolitica

25 marzo 2002, 20:17

in foto: Il deputato Ds Sergio Gambini (nella foto) risponde alle e-mail di sollecitazione di don Oreste Benzi e di diverse associazioni di volontariato in tema di commercio di armi. La nota stampa diffusa dalla segreteria del parlamentare diessino:

“In Italia esiste una legge che vieta di inviare armi a dittatori e nazioni in guerra. E’ la legge 185/90. Funziona bene da 12 anni. Ma la lobby delle armi la vuole cambiare. In Parlamento sarà votato il disegno di legge n.1927 che andrà ad intaccare i punti qualificanti della 185/90, favorendo l’esportazione di armi e diminuendo i controlli”.
Queste sono poche righe tratte dal messaggio che don Oreste Benzi ha inviato al deputato Sergio Gambini e ai parlamentari delle commissioni Esteri e Difesa della Camera e del Senato. Come questo, numerosi messaggi e-mail sono giunti, inviati da attivisti e aderenti alla campagna “Io difendo la 185”, promossa da diverse associazioni di volontariato.
In una e-mail di risposta, Gambini ha scritto a don Benzi e ai numerosi messaggi la propria posizione. Risposta che può essere letta in integrale al sito http://www.sergiogambini.it.

“Come Ds, anche alla luce dei confronti con il volontariato (l’ultimo il 20 marzo) abbiamo chiesto con insistenza e determinazione che la discussione tornasse nelle commissioni. La maggioranza ha invece deciso l’approdo in Aula del disegno di legge 1927 per la prossima settimana, anche se con ogni probabilità la votazione verrà rinviata a dopo Pasqua.
“In quell’occasione avremo modo di ribadire la nostra articolata posizione sulla materia:
“un chiaro si al recepimento dell’accordo di Faranborought, passo necessario per giungere ad una condivisa politica europea in materia di difesa, che consenta alla Comunità di assumere compiutamente un ruolo nella politica internazionale senza subalternità nei confronti degli Stati Uniti per promuovere i necessari interventi di peacekeeping sullo scacchiere mondiale.
“Un chiaro no allo stravolgimento della legge 185. Abbiamo già predisposto emendamenti che mirano a mantenere il quadro normativo in materia di trasparenza, controllo, destinazioni finali e transazioni finanziarie dei materiali d’armamento e dei sistemi d’arma, di obblighi delle imprese belliche e di limitazioni dei contenuti dell’accordo ai soli paesi aderenti al trattato. Insomma, tutelare e difendere la 185.
“I Ds in commissione Difesa hanno organizzato diversi confronti, anche tecnici, con le associazioni che aderiscono alla campagna “Io difendo la 185”, dialogo che crediamo abbia prodotto positivi e importanti riscontri. Abbiamo promosso in seno all’Ulivo una posizione comune su questi temi. Non c’è infatti speranza di bloccare l’intendimento demolitorio della 185 da parte del governo, se non si costruisce una posizione unitaria di tutte le opposizioni. Nello stesso tempo ci siamo impegnati a fare dei principi della legislazione italiana l’elemento qualificante su cui costruire un più ampio consenso europeo.
“Quanto a me, sono soddisfatto di potermi riconoscere in questa posizione del gruppo Ds. Ciò mi consentirà di essere fedele alla sua cortese sollecitazione che so rappresentare la sensibilità di tanti miei elettori, a ciò che dice la mia coscienza ed anche alla posizione politica del gruppo al quale appartengo”.

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