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Tornano le conferenze di ‘Magistra vitae’

Rimini

9 ottobre 2001, 10:39

in foto: Venerdì alle 21 nella Aula magna dell'Università (Rimini, via Angherà 22), si apre, con una conferenza dell'antichista Giuseppe Pucci, la seconda edizione del ciclo di conferenze storiche che recano la sigla "Magistra vitae?" e che quest'anno sono dedicate alle religioni laiche.

L’iniziativa è organizzata dalla Biblioteca Gambalunga di Rimini in collaborazione con l’Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea e con l’UNI.TU.RIM, Società consortile per l’Università nel riminese.

Dal culto di Roma al culto della Romanità è il tema scelto da Giuseppe Pucci per mettere a fuoco gli aspetti di religiosità civile e laica che dalla cultura romana antica si sono innestati nel pensiero medievale e moderno.
Il culto reso alla personificazione dello stato romano, cui a partire dall’età imperiale si associò quello del Principe, fu per secoli un esempio di religiosità ‘politica’, che esulava da qualunque aspetto trascendente ed era piuttosto funzionale alla coesione del corpo civico nel segno di determinati valori etico-sociali.
Roma aeterna fu il nume tutelare e il simbolo del potere che unificò sotto di sé tutto il mondo civilizzato, prima di essere messo in crisi dai ‘barbari’. Ma già con la rinascita carolingia il culto della Romanità si presenta come l’incarnazione dei valori laici su cui di fonda la cultura occidentale.
Esso conoscerà in seguito varie interpetazioni, dal Rinascimento alla Rivoluzione Francese, dal Risorgimento italiano al Fascismo, restando tuttavia sempre il principale fondamento ideologico di una ‘religione laica’ dello Stato e un formidabile strumento dell’organzizzione del consenso.

Giuseppe Pucci (1948) è ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte Greca e Romana all’Università di Siena, ed è stato Visiting Professor in varie università europee e americane.

Alle indagini sul campo – in Italia e nei paesi mediterranei – ha sempre affiancato ricerche più propriamente storiche, come testimoniano i contributi nei volumi Società romana e produzione schiavistica, Società romana e impero tardo-antico (Laterza) e Storia di Roma (Einaudi). Ha anche scritto (insieme a D. Manacorda) un manuale di storia antica per le scuole superiori (Zanichelli).


E’ attento alle problematiche antropologiche (è tra i fondatori dell’Associazione Internazionale Antropologia e mondo antico), ed esempi di questo suo interesse si trovano nei volumi La maschera, il doppio e il ritratto (Laterza), Civiltà dei Romani (Electa) e Il Nudo. Eros, natura, artificio (Giunti). L’approccio semiologico alla cultura antica è invece testimoniato dal volume Knowledge through Signs (Brepols).

Coltiva con particolare interesse lo studio dell’antichità classica nei suoi rapporti con la cultura moderna: vedi Il passato prossimo. La scienza dell’antichità alle origini della cultura moderna (La Nuova Italia Scientifica), e altri saggi che vanno dalla memoria dell’antico in De Chirico all’antichità nel cinema, fino alla fantarcheologia (in Dizionario di Archeologia, Laterza).

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