19 February 2018

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GUERRA/PACE – ”Non lasciamoci mettere il ‘burka’ alle idee”

Rimini

8 ottobre 2001, 18:32

in foto: Benetollo (Arci)
ROMA – Per Tom Benetollo, presidente dell'Arci, "il passo compiuto in queste ore – con i bombardamenti in Afghanistan – va nella direzione sbagliata. E’ un errore politico". Benetollo riconosce il crimine contro l’umanità perpetrato lo scorso 11 settembre negli Usa e la conseguente esigenza di operare “in tutte le forme” contro il terrorismo. Tuttavia “un’azione di polizia internazionale spetta solo all’Onu, e comunque non include azioni di bombardamento”. Cosa è allora quello che sta avvenendo? Per l’Arci concentrare l’azione sull’Afghanistan può permettere maggiore azione ai terroristi “dormienti” i quali non aspettano altro che occasioni per una escalation del terrore. “La lotta al terrorismo, per essere efficace e globale, - continua Benetollo - deve avere come soggetto l’Onu, che deve poter agire a nome dell’intera umanità per sradicare il terrorismo con misure politiche, economiche, diplomatiche e anche di polizia internazionale. L’applicazione delle risoluzioni Onu per uno Stato palestinese, per una giusta pace in Medio Oriente e l’abolizione dell’embargo all’Iraq sono provvedimenti urgenti in questa strategia politica. Questa, per l’Onu, è la grande occasione per essere l’architrave di uno “stato di diritto globale” che si ponga l’obiettivo di affermare pace, democrazia, diritti e giustizia nel mondo intero. In questa occasione, il potere decisionale deve essere consegnato all’Assemblea generale dell’Onu per un forte rilancio di questo consesso, perché assuma la responsabilità che gli compete. E’ sbagliata l’idea che ogni stato possa ritenersi libero di farsi giustizia da sé. E’ necessario scegliere la via della legalità internazionale con la massima coerenza. Tanto più nelle situazioni drammatiche”. Benetollo si dice anche preoccupato per i profughi afgani: “Una nuova ondata di disperati – due milioni, che si aggiungono ai tre milioni precedenti – sono destinati a condizioni inumane. Facciamo appello alla solidarietà di tutti. In questo clima angoscioso e plumbeo l’alternativa è: vivere. Non lasciamoci mettere il burka – alle idee, alle scelte e anche alla qualità della vita quotidiana. Non rinunciamo alla creatività”.

Benetollo (Arci)

ROMA – Per Tom Benetollo, presidente dell’Arci, “il passo compiuto in queste ore – con i bombardamenti in Afghanistan – va nella direzione sbagliata. E’ un errore politico”.
Benetollo riconosce il crimine contro l’umanità perpetrato lo scorso 11 settembre negli Usa e la conseguente esigenza di operare “in tutte le forme” contro il terrorismo. Tuttavia “un’azione di polizia internazionale spetta solo all’Onu, e comunque non include azioni di bombardamento”.
Cosa è allora quello che sta avvenendo? Per l’Arci concentrare l’azione sull’Afghanistan può permettere maggiore azione ai terroristi “dormienti” i quali non aspettano altro che occasioni per una escalation del terrore.
“La lotta al terrorismo, per essere efficace e globale, – continua Benetollo – deve avere come soggetto l’Onu, che deve poter agire a nome dell’intera umanità per sradicare il terrorismo con misure politiche, economiche, diplomatiche e anche di polizia internazionale. L’applicazione delle risoluzioni Onu per uno Stato palestinese, per una giusta pace in Medio Oriente e l’abolizione dell’embargo all’Iraq sono provvedimenti urgenti in questa strategia politica. Questa, per l’Onu, è la grande occasione per essere l’architrave di uno “stato di diritto globale” che si ponga l’obiettivo di affermare pace, democrazia, diritti e giustizia nel mondo intero. In questa occasione, il potere decisionale deve essere consegnato all’Assemblea generale dell’Onu per un forte rilancio di questo consesso, perché assuma la responsabilità che gli compete. E’ sbagliata l’idea che ogni stato possa ritenersi libero di farsi giustizia da sé. E’ necessario scegliere la via della legalità internazionale con la massima coerenza. Tanto più nelle situazioni drammatiche”. Benetollo si dice anche preoccupato per i profughi afgani: “Una nuova ondata di disperati – due milioni, che si aggiungono ai tre milioni precedenti – sono destinati a condizioni inumane. Facciamo appello alla solidarietà di tutti. In questo clima angoscioso e plumbeo l’alternativa è: vivere. Non lasciamoci mettere il burka – alle idee, alle scelte e anche alla qualità della vita quotidiana. Non rinunciamo alla creatività”.

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