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Commerciale a Italia in Miniatura. Piva e Pari, perché si e perché no

Affare per la città o solo per qualcuno? Il progetto prevede, in particolare, un ampliamento di 7.500 mq da destinare a commerciale.

RIMINI | 19 ottobre 2009 | L'operazione interessa anche un terreno di proprietà dell'Ausl.
Pubblichiamo un parere favorevole, quello del consigliere regionale riminese Roberto Piva, e uno contrario, quello di Eugenio Pari, consigliere comunale dei Comunisti.
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Il commento di Piva:

"Non è un affare per l'ASL, ma per tutta la comunità riminese" dichiara Roberto Piva, Presidente la commissione assembleare "Politiche per la Salute" della Regione Emilia-Romagna.

"Infatti” - continua Piva – “vi sono innumerevoli ragioni per cogliere positivamente l'intenzione di ampliamento del parco Italia in miniatura che riassumo così :

1) In un momento di crisi, imprenditori privati intendono investire oltre 200 milioni di euro nel territorio riminese, per fare un paragone, cifra superiore alla costruzione del nuovo pala congressi di Rimini.

2) Attualmente sono circa 600 mila i visitatori annui del parco, con l'ampliamento si pensa di potere raggiungere i 2 milioni, con apertura annuale dello stesso. Oggi vi sono circa 170 addetti che passeranno a 1000.

3) Il turismo della nostra Riviera si sta caratterizzando per un turismo di 365 giorni all'anno (balneare, fiere, congressi, sport, meeting, ecc..), sul tema dei parchi la stessa Regione crede fortemente nella loro capacità di attrarre turisti e ha investito per la loro promozione.

4) Mi risulta che il commerciale, all'interno del parco,s ia ad uso esclusivo dello stesso, non alterando quindi la dinamica commerciale del nostro territorio, sarei contrario a soluzioni che possano prevedere nuovi siti tipo "iper" o simili. Vi sono visitatori che chiedono di visitare il parco in due giornate, ancor più se sarà ampliato, per cui prevedere un albergo all'interno ritengo sia un servizio in più da offrire. Quanti di noi hanno portato i loro figli a Eurodisney a Parigi soggiornando per una notte nelle residenze alberghiere dedicate?

Io personalmente l'ho fatto, e poi sono rimasto a Parigi per qualche giorno in altri alberghi vivendo la normale vita da turista con un indotto per tutti.

5) Mi preme sottolineare come presso l'ospedale di Rimini si stia costruendo un edificio di sette piani che ospiterà tutte le emergenzeurgenze sanitarie, una struttura che, quando completata,rappresenterà una vera eccellenza e una garanzia di pronta, efficace e coordinata risposta per la popolazione che si troverà nella necessità di ricorrere al "Pronto Soccorso". L'ampliamento di "Italia in miniatura" porterà risorse utili al completamento di questa opera, che sarà all'avanguardia nel settore emergenzeurgenze.
"Ecco perché” - conclude Piva- “l'affare è per tutta la comunità riminese”.
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Il commento di Pari:


Rispetto alla proposta di ampliamento di 7500 mq delle superfici commerciali all’interno di Italia in miniatura appare evidente a tutti che si sta giocando una partita interna al Pd. Mi pare, inoltre, una modo surrettizio per costruire
l'ennesimo centro commerciale a Rimini.
La città deve domandarsi se un’ulteriore centro commerciale è sostenibile o meno. Personalmente ho sempre ritenuto che questa città non potesse continuare a costruire superfici commerciali già dal momento in cui il Consiglio approvò
l’Accordo sulla Murri e tanto meno con la variante Ikea – Mercatone.
Sarebbe anche utile uno sforzo di chiarezza e dire che si, ci potrebbero essere aumenti occupazionali, ma che il lavoro che si crea, come dimostrato dalle vertenze alle Befane, è un lavoro con scarsissime garanzie per i lavoratori,
con retribuzioni anche'esse scarse e con una sicurezza sulle prospettive occupazionali e diritti bassissime. Sarebbe utile inoltre dire che questi investimenti producono davvero poco per il territorio, per il tessuto commerciale e la sua riqualificazione, il vero interesse è di chi costruisce e di chi è proprietario che già oggi ha in tasca, magari, un lauto contratto di
vendita sottoscritto da qualche catena commerciale. A conti fatti si parla di
interesse per il territorio e per i cittadini peraltro mai avverato quando in Europa sono ormai dieci anni che la tendenza di costruire centri commerciali ha subito una brusca inversione.
Sarebbe ormai giunto il punto di capire dagli amministratori che modello di sviluppo economico intendono perseguire, piuttosto che, di volta in volta, trovarsi davanti a queste proposte estemporanee e più che altro rispondenti a
logiche di partito.

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