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Governo pone fiducia su decreto per liberalizzazione servizi, acqua compresa

Il governo pone alla Camera la questione di fiducia sul 'decreto Ronchi', già approvato dal Senato e il cui 'cuore' è la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, compresa l'acqua. Lo ha annunciato nell'Aula di Montecitorio il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito.

NAZIONALE | 17 novembre 2009 |

La votazione si terrà domani alle 16. Le dichiarazioni di voto avranno inizio alle 15 e saranno trasmesse in diretta tv. La conferenza dei capi gruppo di Montecitorio ha stabilito che dopo la votazione, intorno alle 18,30 e fino alle 21,30 verranno esaminati e votati gli ordini del giorno al testo. Giovedì mattina, dalle 9, si terranno le dichiarazioni di voto finali, che verranno trasmesse in diretta televisiva dalle 12. Il voto finale sul provvedimento è previsto per le 13.

"Si sarebbe arrivati subito ad un voto unanime su questo provvedimento se il governo avesse stralciato dal decreto l'articolo sui servizi pubblici locali che non ha il coraggio di discutere né di spiegare alla gente", ha sottolineato Marina Sereni del Pd secondo cui "questa fiducia non è certo motivata dall'ostruzionismo dell'opposizione da dalla mancanza di fiducia del governo rispetto ai propri deputati".

L'Italia ha le tariffe dell'acqua tra le più basse del mondo. E' quanto emerge dai dati forniti da Federutility e contenuti nel Blue Book 2009, sintesi della situazione dei servizi idrici nel Paese. Il nodo di un possibile rialzo delle tariffe è fra le questioni sollevate da quanti si dichiarano contrari alle norme sulla privatizzazione dell'acqua contenute nel dl Ronchi, sui cui è stata posta la fiducia. Quest'anno la tariffa media - fa sapere Federutility, che riunisce 550 aziende italiane dell'acqua ed elettricità - è risultata pari a 1,29 euro al metro cubo.

Una famiglia di tre componenti, residente a Roma, paga un importo complessivo di 177 euro per un consumo medio annuo di 200 mc di acqua. A Tokyo per la stessa quantità di paga il corrispettivo di circa 280 euro, a San Francisco poco più di 400; 430 euro a Helsinki, 560 a Bruxelles, 740 euro a Parigi, 800 a Zurigo e poco meno di 970 euro a Berlino. La città tedesca è in cima alla classifica per costi. Qui per il solo servizio di acquedotto vengono addebitati, ogni anno, 428 euro per famiglia, contro i 63 euro pagati a Roma.

Invece, per la quota fissa e per fognatura e depurazione, a Berlino si pagano 510 euro annui, contro i 98 di Roma. Nella classifica di città presa in considerazione dal Blue Book, solo a Buenos Aires (37 euro l'anno), Hong Kong (102) e Miami (169), hanno tariffe più basse di Roma.

Tornando in Italia, il livello delle tariffe non è uniforme in tutto il Paese, ma presenta differenze per lo più legate al fattore territorio. Sempre considerando un'utenza standard con consumo annuale di 200 mc (duecento mila litri di acqua), nel 2008 gli esborsi più elevati sono stati registrati ad Agrigento (440 euro/anno), seguita da Arezzo (410euro/anno), Pesaro e Urbino (409euro/anno). La spesa più contenuta si è avuta a Milano (103 euro/anno), Treviso e Isernia (rispettivamente con 108 e 109euro/anno.

Ipotizzando sempre un consumo di 200 metri cubi di acqua all'anno, il 28% degli abitanti residenti nei comuni esaminati sostiene annualmente una spesa compresa fra 201 e 250 euro. Il 24% della popolazione del campione sopporta una spesa annua compresa fra 151 e 200 euro. Una quota più contenuta, pari al 4,6%, paga una bolletta annuale superiore ai 400 Euro. (ANSA)

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