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Turisti rapiti, trovati i bagagli al confine con il Sudan

Cinque valigie con effetti personali degli europei in ostaggio, secondo il quotidiano egiziano on line Al Masry Al Youm. Le ricerche nell'area con un elicottero. Intensificate le misure di protezione

NAZIONALE | 24 settembre 2008 | I bagagli dei turisti rapiti in Egitto ritrovate a pochi chilometri dal confine con il Sudan. Si tratterebbe di cinque valigie, secondo il quotidiano egiziano on line Al Masry Al Youm. Mentre continuerebbero le trattative portate avanti dal ministero degli Esteri tedesco, dal quale non trapelano informazioni. In tutto i rapiti sarebbero 19, contando il gruppo di turisti, cinque tedeschi, cinque italiani e un romeno, la guida, un uomo di scorta, gli autisti e il titolare dell'agenzia di viaggi Aegyptus Tour tedesca, un egiziano sposato con una tedesca. E' grazie a quest'ultimo, attraverso il telefono satellitare, che si è appreso del rapimento: è riuscito ad avvertire la moglie che un gruppo di 4 persone, probabilmente africani, li stavano prendendo in ostaggio.

Il gruppo stava visitando l'area di Jebel Uweinat, meta turistica per le pitturi ruperstri nelle grotte, la più nota delle quali è la Grotta dei nuotatori (Cave of Swimmers), al Wadi Sora, conosciuta al grande pubblico per essere stata inclusa nel film “Il paziente inglese”. Alle ricerche degli scomparsi si sarebbe aggiunto anche un elicottero egiziano, al quale il Sudan ha dato il permesso di sorvolare il Paese. Dalle autorità egiziane continuano le assicurazioni che non verrano prese iniziative che potrebbero mettere a repentaglio la vita degli ostaggi. Ostaggi che starebbero bene, godrebbero di buona salute e avrebbero sufficienti cibo e acqua. Nulla trapela sul riscatto richiesto, del quale nei giorni scorsi si parlavano di cifre tra l'uno e i 15 milioni di dollari.

Il governo egiziano ha intensificato le misure protettive per i turisti, soprattutto nei governorati di Aswan e del Sinai, due mete colpite negli anni scorsi da attentati terroristici. Nella penisola del Sinai, nella zona al confine con Israele, erano state fatte esplodere diverse bombe, per colpire i turisti israeliani, così come nell'Awan negli anni scorsi ci sono stati attacchi ad autobus. La zona visitata dal gruppo di turisti italiani invece era considerata sicura: è dal 1997 che non accadeva nulla.

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